Uomini di Dio. L'Ultima Cena dei monaci di Tibhirine ...

© Qiqajon 2010
© Qiqajon 2010
la Repubblica, 19 ottobre 2010
di NATALIA ASPESI
Nel suo testamento spirituale (pubblicato in {link_prodotto:id=356}, editore la Comunità di Bose) padre Christian scrive (e dice dallo schermo): «L'Algeria e l'Islam per me sono un corpo e un'anima

RECENSIONI AI LIBRI E CD DI BOSE

la Repubblica, 19 ottobre 2010
di NATALIA ASPESI
 
vai al libro:
{link_prodotto:id=356} 

In settembre, nei cinema parigini, sette monaci trappisti circencensi, votati al silenzio e alla preghiera, hanno sbaragliato i sontuosi incubi di Di Caprio (Inception), e i misteri seduttivi della Jolie (Salt). Nelle prime tre settimane Uomini di Dio di Xavier Beauvois, ha più che triplicato il pubblico dei due filmoni americani, sfiorando i due milioni di spettatori. È vero che per i francesi la storia, vera, è tuttora una ferita oscura e tragica, ma ad assegnare al film a Cannes il Gran Premio è stata una giuria internazionale presieduta dal pur bizzarro Tim Burton: e del resto al festival i monaci in saio bianco avevano già trafitto il cuore di signore ingioiellate e critici burberi, di credenti, di agnostici e persino di atei.

Nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996, un drappello del Gruppo Islamico Armato rapisce sette (su nove, due erano riusciti a nascondersi) monaci del monastero di Tibhirine, sui monti dell'Atlante, e due mesi dopo ne annuncia l'assassinio. Il 30 maggio vengono ritrovate le loro teste, mai più i corpi.

Il film racconta gli ultimi mesi di vita di questa comunità religiosa, e proprio perché il regista si definisce miscredente, riesce a comunicare, anche, o soprattutto a chi non crede, il mistero insondabile della fede. [...]

Nel suo testamento spirituale (pubblicato in {link_prodotto:id=356}, editore la Comunità di Bose) padre Christian scrive (e dice dallo schermo): «L'Algeria e l'Islam per me sono un corpo e un'anima… Anche a te, amico dell'ultimo minuto, che non avrai saputo quel che facevi, dico grazie… e che ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati, in paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, di tutti e due».

Quasi quindici anni dopo quella strage non si sa ancora chi furono i veri responsabili. Solo l'anno scorso è stato tolto il segreto di Stato, e l'inchiesta giudiziaria è in corso. La tesi ufficiale del governo algerino è che colpevole fu la GIA di Djamel Zitouni; altri che lo stesso Zitouni fu manipolato dai servizi algerini per screditare i ribelli, mentre un generale francese sostiene che fu l'esercito algerino a bombardare il campo dove erano prigionieri i monaci, e a ucciderli. Il presidente Sarkozy ha chiesto la verità.

RECENSIONI AI LIBRI E CD DI BOSE