Eucaristia e servizio dell'uomo

© 2010 Edizioni Qiqajon
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Rivista Liturgica, 5/2010
TURCK JACQUES
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I cristiani sono oggi coscienti che l'Eucaristia è il fondamento di una speranza inaudita: la comunione di tutta l'umanità nella diversità sociale, etnica e culturale?

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Rivista Liturgica, 5/2010

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TURCK JACQUES
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Il ministero presbiterale dell'autore, impegnato in associazioni caritative ecclesiali francesi, lo induce a interrogarsi su alcune domande tanto frequenti tra i «gentili» contemporanei e poco sentite dai frequentatori del tempio. Per esempio: l'Eucaristia (che molti ancora continuano a chiamare «comunione») e un po' tutta la liturgia appaiono separati dalla realtà sociale quotidiana e la realtà sociale è separata da quella liturgica, teologica. La stessa Eucaristia non è ermeneutica alla carità e alla giustizia. Nelle parole del card. Lustiger, che l'autore cita in nota in occasione del Congresso eucaristico di Lourdes nel 1981, c'è una delle domande di base di queste pagine: «Come sopportare che quando annunciamo la parola di Dio consegnata ai poveri ci venga rivolta l'accusa di essere, proprio noi, i ricchi del mondo?» (p. 75). E proprio l'Eucaristia che interroga i parroci e i cristiani sulla confusione frequente tra solidarietà e carità, tra impegno cristiano e testimonianza eucaristica della carità e della giustizia. Perché è l'Eucaristia che nutre la comunione della Chiesa e la speranza di praticare la carità eon la giustizia. O come scrive G. BOSELLI nella Prefazione : «I cristiani sono oggi coscienti che l'Eucaristia è il fondamento di una speranza inaudita: la comunione di tutta l'umanità nella diversità sociale, etnica e culturale? Sanno che l'Eucaristia è una fonte di trasformazione sociale?» (p. 7). La qualità della risposta a queste domande condizionerà la qualità della testimonianza e della diversità tra la liturgia della sacrestia e del tempio e quella «a servizio dell'uomo». La realtà laicale francese induce i cristiani a oltrepassare il limite della separazione e a condividere quello della comune speranza: «Lo stretto legame tra giustizia e servizio di Dio nella comunità ci porta a comprendere che quello che doniamo è meno importante di colui al quale doniamo. E opportuno dunque verificare a che punto siamo nel nostro incontro reale eon i poveri... La carità di Dio, della quale [come cristiani] abbiamo il mandato, comporta un'esigenza di reciprocità. Che cosa ho ricevuto da colui al quale faccio un dono? [...]» (p. 69).

Questo è un libro che farebbe scoprire ai laici francesi, i «gentili» del mondo, e agli accidiosi del pensiero la portata della liturgia e la forza trasformatrice dell'Eucaristia. Anche perché scritto senza ridondanze teologali e devozionali. E credo che letto in francese sarebbe ancor più inciso e dichiarativo dell'imprescindibile impegno ai quali i cristiani non possono sottrarsi. Soprattutto in questo periodo di conclamata «crisi finanziaria» (dell'economia o dei valori economici?) in cui la domanda pragmatica e <leniniana> dell'ultimo capitolo (Cosa dobbiamo fare?, pp. 111ss) ha risposte semplici, ma impraticabili da chi non trova nella liturgia e nell'Eucaristia «la fonte e il culmine» della propria umanità redenta giorno per giorno, e nella parola di Dio la parola profetica e critica al potere del mondo che separa per dominare e unisce per isolare senza riconoscere a ciascuno «secondo il bisogno di ciascuno» (At 2,45) così come invece l'Eucaristia si fa dono.

PASQUALE TROÍA

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