L'amore del bello


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©2010 Edizioni Qiqajon
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Note Mazziane, ottobre - dicembre 2010
Chi negli ultimi decenni si è appassionato per i libri e gli articoli di Olivier Clément, spentosi nel 2009, accoglie ora con riconoscenza la ultima sua fatica, che è quasi il suo testamento

RECENSIONI AI LIBRI E CD DI BOSE  

Note Mazziane, ottobre - dicembre 2010
di GIANNI ZANINI

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OLIVIER CLÉMENT
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Chi negli ultimi decenni si è appassionato per i libri e gli articoli di Olivier Clément, spentosi nel 2009, accoglie ora con riconoscenza la ultima sua fatica, che è quasi il suo testamento: «Vorrei continuare a narrare il mio amore per gli uomini, segno dell'amore che Cristo ha per loro». Nato in Francia nel 1923 crebbe in ambiente laico e si accostò da adulto al cristianesimo divenendo uno dei testimoni più prestigiosi dell'ortodossia in Occidente.

Era un uomo colto, di rara intelligenza, dal cuore grande e appassionato: impossibile non amarlo, tanto il suo approccio teologico era ricco di afflato poetico e di illuminazioni mistiche. È stato presente a ogni iniziativa di autentica passione ecumenica. Chi l'ha letto non ha potuto più dimenticare i suoi Dialoghi con Athenagoras, un lungo e affettuoso colloquio con il carismatico patriarca di Costantinopoli, l'interlocutore indimenticabile di Paolo VI.

"Filocalia" (amore del bello) è da parecchi secoli il termine con il quale viene definita un raccolta di brani tratti dall'immenso patrimonio di scritti degli " antichi Padri", quei giganti del pensiero teologico e della preghiera, che vissero quando le chiese d'Oriente e di Occidente erano giovani e indivise. Soffrirono, testirnoniarono anche con il martirio e la dura vita del deserto il loro amore a Dio, a loro sequela a Cristo, l'impegno e il servizio per i fratelli, specie i più bisognosi e emarginati.

Olivier Clément si è confrontato per tutta la vita con questi testi preziosi e ha potuto capire, come pochi, quanto le intuizioni di fede degli orientali si integrassero con quelle degli occidentali. Questa "Filocalia" l'ha voluta qualificare come "nuova" forse perché ha attinto con significativa abbondanza ai Padri dell'Occidente, per profonda convinzione e con il sincero entusiasmo dell'ecumenico che ha sofferto per la lacerazione fra le Chiese e che ha speso la vita per far avanzare il cammino dell'improcrastinabile unità invocata da Cristo.

Attenzione però: con questa Filocalia non siamo in presenza di una mera raccolta di poco conosciuti ma spesso splendidi testi antichi. Questo libro è il frutto della ragionata e articolata fatica di un teologo ecumenico che ha anche il dono del respiro poetico e delle aperture mistiche. Ogni brano antico è analizzato, inquadrato, meditato, sviscerato per ricavarne la linfa piu profonda. Allora il singolo testo si illumina e pare che sviluppi e completi in parallelo le intuizioni di altri autori.

Ed è tutto un mondo di simboli, di bellezza, di luce che si riveLa e apre orizzonti impensabili su Dio, sulla morte e risurrezione di Cristo, sulla Chiesa, sulla preghiera, sulla fraternità e solidarietà fra gli uomini, ecc.

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