Silenzio, si parla

© 2010 Edizioni Qiqajon
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lastelladelmattino.org, 24 aprile 2011
di GENNARO IORIO
Sabino Chialà, monaco della comunità di Bose, ci regala un piccolo libro ricco di elementi d’interesse e di spunti che danno da pensare

RECENSIONI AI LIBRI E CD DI BOSE

lastelladelmattino.org, 24 aprile 2011

vai al libro:
SABINO CHIALÀ
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Sabino Chialà, monaco della comunità di Bose, ci regala un piccolo libro ricco di elementi d’interesse e di spunti che danno da pensare. Il tema che vuole affrontare, il silenzio, è complesso e dai limiti tematici sfumati; l’autore ne è consapevole e per questo precisa che il suo vuole essere un testo introduttivo alla problematica.

Sono particolarmente interessanti i capitoli dedicati alla riflessione filosofica sul silenzio. Nella prima Chialà specifica che il silenzio é un’esperienza strettamente personale e, dunque, la sua comprensione, esclusivamente sul piano teorico, non è possibile. Continua, poi, sottolineando il fatto che non è possibile parlare del silenzio al singolare, anzi che è necessario parlare di silenzi al plurale. In questo punto il testo diventa interessante in quanto si sofferma su quelle che l’autore stesso definisce come le “ombre” del silenzio. Il silenzio può essere fonte di vita, ma nello stesso tempo anche di morte. Quando il silenzio degenera la sua natura in mutismo, mostra il suo volto peggiore: quello dell’indifferenza, quello dell’egoismo. Chialà è bravo a sfruttare i padri della chiesa e le loro massime per evidenziare come vi sono silenzi dalle radici malvagie e come ci siano luoghi dove al mutismo deve sostituirsi la parola. Emerge naturalmente il tema complesso del rapporto tra la parola ed il silenzio. Ma questo punto è solo sfiorato e non trova lo spazio che meriterebbe, tuttavia le poche cose che si dicono sono significative ovvero: il silenzio è antecedente e successivo alla parola. Vi è un rapporto di antagonismo tra la parola ed il silenzio, antagonismo che deve mantenere sempre la medesima tensione.

L’autore ha la capacità di centrare una questione: il silenzio è una dimensione interiore: è in questo luogo che essa si genera e si estingue. Chialà evidenzia come il silenzio richieda uno sforzo, un silenzio salvifico che non sia indifferenza, ma apertura, ascolto. Sul tema dell’ascolto si aprono le pagine sul vivere l’esperienza del silenzio in quanto uomo religioso. L’uomo di fede deve porsi in ascolto nei confronti della parola Divina, una parola che chiede esclusivamente d’essere accolta. Il passaggio di critica alla parola che si fa speculazione teologica é molto bello e fa riflettere. Una breve bibliografia conclude il testo.
Questo piccolo libro lo consiglio caldamente a chi fa del silenzio la fonte e la foce del proprio essere.

di GENNARO IORIO

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