E il Filioque aprì la grande ferita nella cristianità

© 2011 Edizioni Qiqajon
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Avvenire, 18 giugno 2011
di RICCARDO MACCIONI
Va letta in questa cornice anche la nuova pubblicazione di Clement uscita a due anni dalla sua scomparsa. {link_prodotto:id=977}, è un viaggio alla radice della separazione
Avvenire, 18 giugno 2011
di RICCARDO MACCIONI

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OLIVIER CLÉMENT
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Il cammino del dialogo non cerca scorciatoie. Cresce nel confronto sui problemi, trae linfa dalla condivisione delle rispettive ricchezze. Olivier Clément è stato per lunghi anni una delle voci più autorevoli di questa volontà di incontro, di riconciliazione. In lui l'identità ortodossa è stata sempre messa al servizio del legame tra Oriente e Occidente. Non occasione di chiusura o autoaffermazione di superiorità ma indispensabile bagaglio nella ricerca della verità che chiama tutti i credenti. «Non sono un ortodosso che ha scoperto l'esistenza di altri cristiani sottolineava ma un ateo che ha scoperto il cristianesimo ed è entrato nella Chiesa ortodossa per essere cristiano, non contro ma con gli altri». Va letta in questa cornice anche la nuova pubblicazione di Clement uscita a due anni dalla sua scomparsa. {link_prodotto:id=977}, è un viaggio alla radice della separazione che dal IX al XIII secolo, si è prodotta con l'Occidente cristiano. Un volume agile, scritto con il rigore dello storico e la passione dell'uomo immerso nella vita dello Spirito.

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