Guida alla conoscenza della Bibbia

© Edizioni Qiqajon 2009
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betmidrash.it, 3 giugno 2012
Afferma dunque l’autore di questo interessante lavoro, Luciano Manicardi, monaco di Bose, che la Bibbia in questo si mostra come “libro di Dio” e “libro dell’ uomo” e

 

betmidrash.it, 3 giugno 2012

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LUCIANO MANICARDI
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© Edizioni Qiqajon 2009

Ci sono libri che all’apparenza qualcuno troppo facilmente mette da una parte, poiché sembrano rivolti esclusivamente ad un pubblico dotto, o di competenza intellettiva, più che alla cura e all’amore Dio, alla preghiera della Parola, tralasciando che questa preghiera, quella che sorge da un cuore puro, in questo tempo e in questa generazione non può prescindere da una conoscenza più profonda della Scrittura. Solo questo consente, da un lato, agli uomini di fede di rispondere alle obiezioni del mondo laico e non credente su quanto è scritto e, dall’altro, convince ogni uomo della bontà di quella Parola, la attualizza, mostrandone le peculiarità la rende “libro da mangiare” anche a tutti coloro, magari viziati da una fede fatta di manifestazioni e devozioni esteriori, più che di ascolto consapevole, fatta persino di certe strumentalizzazioni e decontestualizzazioni della Parola che vanno a detrimento della preghiera più che a nutrimento della nostra fede.

Questo libro è uno di questi: forse non si legge tutto d’un fiato, forse non è neanche una lettura di quelli in cui si trova consolazione, ma è un libro per comprendere la Bibbia, la Parola che ascoltiamo, e aiutarci, anche applicandoci con un po’ di fatica nello studio, ad entrare sempre meglio nella comprensione di quanto il Signore vuole svelare a ciascuno, affinché produca frutto.

La Bibbia è un complesso di libri, ma essi sono al tempo stesso “carne” e “lettera”, una pluralità di testi che ha in sé epoche, lingue e generi letterari di composizione, differenti. “Al suo interno risuona il riso dell’umanità e scorrono le lacrime, così come si leva la preghiera degli infelici e la gioia degli innamorati. Per questa sua dimensione ‘carnale’ essa esige un’analisi storica e letteraria, che si attua attraverso i vari metodi e approcci offerti dall’esegesi biblica”.  

In primo luogo, la Bibbia cristiana è un dialogo ininterrotto fra Antico e Nuovo Testamento, tra la vecchia e la nuova alleanza, quindi essa costituisce un luogo di incontro tra Dio e uomo, perché questo è il senso dell’Alleanza. Nel Sinodo dei vescovi del 2008 si è statuito: “ogni lettore delle sacre Scritture, anche il più semplice, deve avere una proporzionata conoscenza del testo sacro ricordando che la Parola è rivestita di parole concrete a cui si piega e adatta per essere udibile e comprensibile all’umanità”. In quanto parola dell’Eterno, la Bibbia è anche presenza dello Spirito, che attesta e rivela la dimensione trascendente, divina, della Parola esprimibile nelle parole umane.
Afferma dunque l’autore di questo interessante lavoro, Luciano Manicardi, monaco di Bose, che la Bibbia in questo si mostra come “libro di Dio” e “libro dell’ uomo” e, per questo, si può definire in primo luogo libro plurale, in quanto complesso di libri e dialogico, in quanto rispecchiante l’armonia tra Antico e Nuovo Testamento; essa è anche libro da interpretare: la Bibbia vive nella e della sua interpretazione. È la Torà stessa (il nostro Pentateuco) che chiede di essere interpretata, come appare dalle parole che si trovano al suo centro. Secondo una tradizione contenuta nel Talmud, il centro delle parole dell’intera Torà è costituito dall’espressione ebraica darosh darash (“cercare, cercò”, cioè “fece intense ricerche”) che si trova in Levitico 10,16”.