Quelle parole dure di Gesù un antitodo per il quieto vivere

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L'Eco di Bergamo 8 aprile 2013
di GIULIO BROTTI
Gesù ha saputo forgiare la sua immagine di Dio anche a partire dagli incontri che hanno segnato la sua esistenza; in questo caso è una donna straniera e pagana a offrirgli un insegnamento fondamentale, come altrove sarà un centurione romano

L'Eco di Bergamo 8 aprile 2013
di GIULIO BROTTI

pdf  Le parole dure di Gesù

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Ludwig Monti
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Nella chiacchiera diffusa del nostro tempo, si dice spesso che l'esperienza religiosa avrebbe un carattere consolatorio e che, rivolgendosi a Dio, il credente incontrerebbe solo un prolungamento del proprio desiderio. Che questo non valga, quantomeno, per il Dio di cui parlano i Vangeli e documentato da Ludwig Monti, monaco della Comunita di Bose e biblista, nel suo volume «Le parole dure di Gesù» (Edizioni Qiqaion, pp. 176, euro 16). In queste pagine si prendono in esame, appunto, gli aspetti meno rassicuranti della predicazione di Cristo, che afferma di essere venuto «a portare il fuoco sulla terra» e polemizza con chi ritiene, grazie alle sue pratiche devote, di potersi garantire la salvezza etema (il monito rivolto ai discepoli suona piuttosto: «Beato colui che non si scandalizza di me»).

Le «parole dure»di Gesu non vanno a contestare una certa deriva della fede cristiana?  Intendiamo dire: una «religiosità psicologica», confortevole e routinaria?
«Certo - risponde Monti -, e proprio per questo vale la pena di riascoltarle con attenzione. Il parlare di Gesù è un parlare chiaro, profetico, coraggioso. Davvero egli - come riconoscono anche i suoi avversari, nel Vangelo di Marco - "è veritiero e non ha soggezione di alcuno, perché non guarda in faccia a nessuno, ma insegna la via di Dio secondo verità". Tutto questo dice ancora qualcosa a una Chiesa spesso tentata di usare parole dure solo per condanna e alcuni tipi di peccati? Dice qualcosa a noi, abituati a parlare obbedendo a logiche di convenienza, a dire e a non dire a seconda delle circostanze?».