Donne cristiane dei primi secoli: l'altra metà della Chiesa

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Avvenire, 5 luglio 2013
di MAUBIZIO SCHOEPLIN
Ad alcune di tali voci ed esperienze è dedicato questo bel volume, in cui sono raccontate le vite e le testimonianze di sei donne cristiane dei primi secoli - Macrina, Sincletica, Maria-Marino, Marcella, Paola, Melania la Giovane e Scolastica

Avvenire, 5 luglio 2013
di MAUBIZIO SCHOEPFLIN

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LISA CREMASCHI
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Racconta l'evangelista san Giovanni che quando trovarono il Maestro a parlare con la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe, «i discepoli si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna». Una sorpresa che si spiega bene ricordando sia quale era la condizione della donna nella societa ebraica del tempo, sia quanto si mostro rivoluzionario l’atteggiamento di Gesù nei confronti dell'universo femminile. Nel contrasto fra lo stupore dei discepoli e l'innovativa libertà del Nazareno e, in un certo senso, sintetizzata la condizione della donna nei primi secoli cristiani: infatti, se, per un verso, nella cultura dell'antico cristianesimo ci imbattiamo in un'asprezza nei confronti delle donne che piu volte sfocia in au- tentica ostilità, per un altro troviamo anche voci ed esperienze che aprono squarci davvero nuovi nell’orizzonte dell'antifemminismo che caratterizzo 1'antichità nei suo complesso, sia quella ebraica che quella greco-romana. Ad alcune di tali voci ed esperienze è dedicato questo bel volume, in cui sono raccontate le vite e le testimonianze di sei donne cristiane dei primi secoli - Macrina, Sincletica, Maria-Marino, Marcella, Paola, Melania la Giovane e Scolastica -, che si misero alla sequela di Cristo. Sorella di tre santi- Gregorio di Nissa, Basilio il Grande e Pietro di Sivas - e santa a sua volta, Macrina, che morì nel 379, fu una straordinaria figura di cristiana, che il fratello Gregorio dipinge come un'eccezionale maestra di vita, capace di fornire uno dei suoi piu ampi insegnamenti proprio in punto di morte, quando lascia questa terra con lo spirito con il quale era sempre vissuta, quello di «un'atleta invincibile, per nulla abbattuta dall'assalto delle disgrazie». C'e poi la nobile romana Marcella, amatissima da san Girolamo, che, rimasta vedova, visse in casa con la madre in uno stato che potremmo definire di monachesimo domestico. E proprio Girolamo ci ha lasciato una biografia di questa donna austera, intelligente, profonda conoscitrice della Scrittura: da essa apprendiamo che il suo palazzo sull’Aventino si trasformò in una sorta di monastero dove confluirono molte nobili romane. II libro si conclude ricordando santa Scolastica, la sorella di san Benedetto da Norcia. E' il pontefice Gregorio Magno a narrarci di e, quando Benedetto seppe della morte della sorella, mandò alcuni confratelli «a prendere il suo corpo perchè lo mettessero nei sepolcro che aveva preparato per se stesso. In questo modo accadde che coloro il cui spirito era sempre stato unito in Dio non furono separati nel corpo neanche nella tomba».

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LISA CREMASCHI
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