Non vedevo l’ora che fosse mattino per andare a scuola e vederti. Dio, non ero più solo! Finalmente avevo un amico! Tu eri già là – forse nemmeno tu avevi dormito – e un’occhiata mi fece capire che anche tu eri felice. Da allora fummo come due fratelli. Tornammo a casa insieme ogni giorno e ogni mattina io t’aspettavo.
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Edoardo Tresoldi, Etherea, installazione temporanea, rete metallica sagomata, 11 x 16,5 x 22 metri
13-22 aprile 2018, Coachela Valley Music and Arts Festival, Stati Uniti
utilizzata per il libro di Joris Geldhof, Oltre il sacro e il profano
Le tre sculture-architetture non sono in muratura, ma sono trasparenti poiché realizzate in rete metallica. Questa scelta dei materiali è una chiave stilistica tipica del lavoro di Tresoldi. In realtà la scultura è allo stesso tempo materialmente presente e per certi versi visivamente assente. È una architettura eterea, ecco il nome dell'opera. Il corpo di coloro che entrano nelle tre sculture non le può oltrepassare fisicamente, ma può farlo con lo sguardo.
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