Non conformatevi a questo mondo
Il credente è “straniero” e “pellegrino” in questo mondo, rifiuta di installarsi nel mondo e di identificarsi con il “qui e ora”: “La nostra cittadinanza è nei cieli”
Il credente è “straniero” e “pellegrino” in questo mondo, rifiuta di installarsi nel mondo e di identificarsi con il “qui e ora”: “La nostra cittadinanza è nei cieli”
Pregare, e anche soltanto parlare della preghiera sembra difficile oggi. Perché? Il fatto è che non sappiamo tanto bene con che cosa si deve pregare. Con le labbra recitiamo delle formule, con l’intelligenza riflettiamo e meditiamo; lo spirito e l’anima si elevano fino a Dio. Ma che cosa significano, cosa celano queste formule? Con che cosa esattamente preghiamo?
Il significato originario della parola “conversione” (in greco metánoia) è “cambiamento del modo di pensare”, ovvero “trasformazione nello Spirito”: è un rinnovamento dell’intimo della persona, rinnovamento donato da Dio dopo il battesimo mediante la confessione. Si tratta di un innalzamento continuo della natura umana che necessita della percezione del peccato, del pentimento rispetto a esso, della confessione. Sono tutte situazioni in cui, umiliandoci, impariamo l’umiltà. La conversione è la concretizzazione del detto evangelico: “Chi si abbassa sarà innalzato” (Lc 18,14). Più ci umiliamo, più ci innalziamo e ci trasformiamo. La conversione e quindi un’operazione di trasformazione continua.