29 dicembre 2025
Luca fa precedere il racconto del ministero di Gesù da due capitoli che narrano la sua nascita e infanzia, fornendo già un’interpretazione teologica della sua venuta nel mondo e della sua missione. Gioia, esultanza, consolazione, salvezza e redenzione sono i termini che percorrono questi capitoli, proiettando la luce dell’annuncio pasquale già nella venuta nel mondo di Gesù, il Salvatore. Questi capitoli sono stati visti come un ponte tra l’Antico Testamento e il ministero di Gesù, mostrando come tutta l’attesa di Israele trova un compimento nella nascita di Gesù e svelando anche le dimensioni di questa attesa: la salvezza di Dio riguarda tutte le genti, la messianicità di Gesù ha una portata universale.
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27 dicembre 2025
Il Vangelo odierno è l’ultima pagina del testo giovanneo che si conclude accostando gli apostoli Pietro e Giovanni per riconoscere a entrambi un ruolo d’autorità all’interno della comunità dei seguaci di Gesù.
L’episodio avviene là dove aveva avuto origine la prima narrazione dell’eucaristia con il segno della moltiplicazione dei pani sul lago di Tiberiade. Allora, in una sequenza cadenzata da gesti silenziosi i discepoli erano stati testimoni della potenza di vita racchiusa nella Parola di Gesù.
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26 dicembre 2025
Perché associare la memoria di una morte a quella di una nascita? Perché ricordare Stefano, primo martire cristiano, il giorno dopo la celebrazione della Natività del Signore nostro Gesù Cristo?
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24 dicembre 2025
Il Benedictus è il canto di Zaccaria, che ritrova la voce della fede dopo il lungo silenzio dell’incredulità. Pieno di Spirito Santo (cf. v. 67), egli trasforma la propria esperienza in poesia, narrando con gratitudine la storia della salvezza. Zaccaria è immagine di ogni credente che, dopo il dubbio, toccato dalla grazia, riprende la parola per lodare: la fede, quando rinasce, si fa canto di riconoscenza e testimonianza.
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