1 maggio 2026
Innanzitutto è bene ricordarci sempre che i Vangeli sono stati scritti per noi e non per quei personaggi che sono lì proprio a rappresentarci, affinché ci riconosciamo in chi aderisce a Gesù, e anche in chi non vuole o non riesce a credergli, sapendo che l’essenza della sua parola è la fedeltà, perché le sue misericordie sono infinite.
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30 aprile 2026
Gesù non ha seguito l’invito da parte dei suoi fratelli in Galilea di andare a Gerusalemme per manifestarsi ai Giudei e imporsi loro con i suoi miracoli. Ma mentre glielo chiedevano, di fatto, non credevano in lui, non aderivano alla sua parola, ci dice Giovanni nei versetti precedenti il nostro brano.
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29 aprile 2026
“Chi è Gesù?” è la domanda sottesa a questa parte del vangelo di Giovanni. Il contesto è quella della “festa delle capanne”, una festa gioiosa legata alla raccolta dei frutti della stagione agricola, ma che ricordava il cammino dell’esodo verso la terra promessa, da nomadi, sotto le tende, ma comunque custoditi e protetti dal Signore che non faceva mancare nulla.
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28 aprile 2026
Gesù è il pane disceso dal cielo: la sua vita intera, accolta in noi, ci dà vita perché è la Parola, è il Verbo che già dall’in principio era presso Dio e a lui rivolto. L’evangelista Giovanni dice di Gesù ciò che in tutta la Bibbia è detto della parola di Dio. Gesù è pane per la nostra fame, luce che illumina i ciechi che siamo, acqua sorgiva che disseta e ridà vita al deserto che ci abita perché è l’incarnazione della parola di Dio: dunque potenza di vocazione, di compassione e di resurrezione, forza di ricominciare sempre dopo ogni morte.
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