1 febbraio

LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Brigida (+ca. 525), badessa di Kildare

COPTI ED ETIOPICI (23 ṭūbah/ṭerr):
Timoteo, apostolo (Chiesa copta) (vedi al 26 gennaio)

LUTERANI:
Klaus Harms (+ 1855), riformatore della chiesa in Bassa Sassonia

MARONITI:
Eutichiano (III sec.), papa

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Vigilia del Santo Incontro del Signore Gesù Cristo
Trifone di Lampsaco (+ 250), martire

SIRO-OCCIDENTALI:
Giovanni bar' Abdūn (+ 1033), patriarca di Antiochia

SIRO-ORIENTALI:
Ignazio di Antiochia (+ 110 ca), vescovo e martire (Chiesa malabarese) (vedi al 20 dicembre)

2 febbraio

Presentazione di Gesù al Tempio

Il 2 febbraio tutte le chiese cristiane celebrano la Presentazione di Gesù al Tempio; la festa odierna ci ricorda che, quaranta giorni dopo la nascita del suo primogenito, Maria portò il bambino al Tempio per riscattarlo con il sacrificio di due tortore o due colombe, secondo la Legge di Mosè.
Questo adempimento della Legge è anche il primo incontro ufficiale di Gesù con il suo popolo, nella persona dell'anziano Simeone. Per questo le chiese ortodosse chiamano la festa di oggi il Santo Incontro (hypapanté) del Signore. È un incontro e una manifestazione, poiché Maria entra nel Tempio «per manifestare al mondo colui che ha dato la Legge e la compie», e per accompagnare il Figlio nella sua prima offerta al Padre.
La festa della Presentazione sorse a Gerusalemme, dove è attestata già nel IV secolo. Dalla liturgia gerosolimitana le liturgie occidentali hanno attinto la processione delle candele, che hanno conservato fino ai nostri giorni; essa trae origine dal cantico del vecchio Simeone il quale, prendendo tra le braccia il piccolo Gesù ringrazia Dio e riconosce in quel bambino la «luce per la rivelazione alle genti e la gloria del popolo d'Israele» (Lc 2,32).
Celebrando questa festa i cristiani sono così condotti a ricordare che per riconoscere il Signore e la sua missione di salvezza universale sono necessarie la povertà e l'attesa che furono proprie di Simeone, della profetessa Anna e di tutti i poveri di Israele, che l'evangelista Luca presenta nel vangelo dell'infanzia.


TRACCE DI LETTURA

Nel Tempio santo Simeone portava il bambino cantando:
«Sei venuto, o Compassionevole,
hai avuto pietà di questo vegliardo,
alle mie ossa tu hai concesso
di trovare la pace nello Sheol.
Dalle tue mani io sarò elevato
fino al cielo dalla mia tomba».
Anna abbracciò il bimbo
e pose la sua bocca sulle sue labbra
e lo Spirito riposò su di esse,
e come Isaia, la cui bocca fu muta
finché un carbone infuocato non si accostò alle sue labbra
e gli sciolse la lingua,
anche Anna ardeva per lo Spirito
uscito dalla bocca del Cristo.
E anche lei si mise a cantare:
«Figlio regale e sprezzato, mentre tu taci comprendi,
nascosto tu vedi, tenuto all'oscuro tu sai,
Dio-uomo, sia gloria al tuo Nome».
(Efrem il Siro, Inni )


PREGHIERA

Dio della luce,
tu hai voluto che tuo Figlio,
Parola fatta carne,
incontrasse nel Tempio il suo popolo
e fosse accolto dai poveri
che attendevano la consolazione:
concedi a Israele la pienezza della tua salvezza
e a tutte le genti la luce del Messia.
Per questo noi ci offriamo a te
in sacrificio vivente e santo,
attraverso Gesù Cristo, nostro unico Signore.


LETTURE BIBLICHE
Gal 4,4-7 (vigilia); Ml 3,1-4; Eb 2,14-18; Lc 2,22-32


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Presentazione di Gesù Cristo al Tempio

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Presentazione del Signore (calendario romano e ambrosiano)

COPTI ED ETIOPICI (24 ṭūbah/ṭerr):
Maria di Alessandria (VI-VII sec.), monaca (Chiesa copta)
Marḥa Krestos di Dabra Libānos (+ 1497) (Chiesa etiopica)

LUTERANI:
Presentazione del Signore al Tempio
Burcardo di Würzburg (+ 753), vescovo ed evangelizzatore

MARONITI:
Presentazione di Gesù al Tempio

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Incontro del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo

SIRO-OCCIDENTALI:
Incontro di Gesù Cristo nel Tempio con Simeone l'Anziano

SIRO-ORIENTALI:
Presentazione di Gesù al Tempio

VETEROCATTOLICI:
Presentazione di Gesù al Tempio

3 febbraio

Oscar  (ca 800-865)
monaco e pastore

Nell'865 muore a Brema Oscar (Ansgario), monaco benedettino e vescovo di Amburgo e Brema.
Di origine germanica, Oscar era nato nella Francia settentrionale, nei pressi di Corbie. Divenuto monaco nel celebre monastero benedettino di quella città, egli venne inviato giovanissimo nel nord dell'Europa come maestro di scuola, il che testimonia la sua grande cultura e i notevoli doni spirituali di cui era dotato.
Il re franco Ludovico il Pio pensò a lui per l'evangelizzazione dei popoli della Svezia e della Danimarca. Eletto vescovo di Amburgo, Oscar cominciò così un'interminabile serie di viaggi che lo portarono ad annunciare il vangelo dal nord della Frisia fino all'Islanda, in accordo con i disegni politici della corte carolingia.
Ma, nonostante i legami che ebbe con i potenti del tempo, egli fu un pastore pieno di sollecitudine, soprattutto per le fasce più povere e deboli della popolazione, e si batté con vigore contro i duri trattamenti subiti dagli schiavi.
Assunto anche il titolo di vescovo di Brema, Oscar continuò fino all'ultimo dei suoi giorni a esercitare con coraggio e fermezza il proprio compito di pastore e di annunciatore della parola evangelica. È il santo patrono della Danimarca.


TRACCE DI LETTURA

Vi sono due tipi di martirio: uno avviene di nascosto, quando la chiesa è in pace; l'altro ha invece luogo nei periodi di persecuzione ed è sotto gli occhi di tutti.
Oscar desiderava entrambe queste forme di martirio, e lo si può realmente considerare martire, perché, come dice l'Apostolo, il mondo era per lui crocifisso e lui lo era al mondo (cf. Gal 6,14). Egli era un martire perché, in mezzo alle tentazioni del maligno, alle seduzioni della carne, alle persecuzioni degli infedeli e all'opposizione dei cristiani, perseverò sino alla fine senza mostrarsi turbato, ma restando irremovibile e invincibile come compete a un confessore di Cristo. Egli fu veramente un martire, perché martire significa testimone, e Oscar fu testimone della parola di Dio e del Nome di Cristo.
(Rimberto, Vita di Oscar)


PREGHIERA

Dio di grazia e di potenza,
che hai mandato il tuo servo Oscar
a diffondere il vangelo tra le genti del Nord:
fa' sorgere nella nostra generazione,
ti preghiamo,
messaggeri della tua buona notizia
e annunciatori del regno che viene,
perché il mondo possa conoscere
le ricchezze incommensurabili
del tuo Salvatore Gesù Cristo,
che vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito santo,
un solo Dio, ora e sempre.


LETTURE BIBLICHE
Is 52,7-10; Rm 10,11-15; Mc 6,7-13


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Oscar, arcivescovo di Amburgo, missionario in Danimarca e Svezia

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Biagio di Sebaste (+ 316 ca), vescovo e martire
Oscar, vescovo (calendario romano e ambrosiano)

COPTI ED ETIOPICI (25 ṭūbah/ṭerr):
Pietro il Devoto (IV sec.), monaco a Scete (Chiesa copto-ortodossa)
Sebastiano (+ 287 ca), martire (Chiesa copto-cattolica)

LUTERANI:
Oscar, evangelizzatore in Europa settentrionale
Matthias Desubas (+ 1746), testimone fino al sangue in Francia

MARONITI:
Simeone il Giusto e Anna la Profetessa

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Sinassi di Simeone il Teodoco, giusto, e Anna la Profetessa
Massimo il Greco (+ 1556), monaco (Chiesa russa)

SIRO-OCCIDENTALI:
Barṣomā (V sec.), padre del monachesimo siriaco

VETEROCATTOLICI:
Biagio di Sebaste, vescovo e martire

4 febbraio

I 49 anziani di Scete (+ 444)
monaci e martiri

La chiesa copta fa oggi memoria dei quarantanove martiri di Scete.
I monaci copti erano spesso vittime nei primi secoli della chiesa di incursioni di berberi provenienti dal deserto. Per questo motivo nelle comunità semianacoretiche più consistenti si iniziò presto a costruire dei rifugi nei quali all'arrivo dei predatori era possibile ritirarsi e rimanere al riparo per diverse settimane. Sotto l'imperatore Giustiniano (VI sec.), tutti i grandi monasteri furono dotati di veri e propri torrioni raggiungibili mediante un ponte levatoio.
Non si sa con certezza se nel V secolo a San Macario vi fosse un'analoga forma di difesa; la tradizione, tuttavia, racconta che all'arrivo dell'ennesima incursione berbera, quarantanove monaci decisero di testimoniare volontariamente la loro fedeltà a Cristo fino all'effusione del sangue, e non cercarono di sfuggire alla morte violenta. Essi avevano viva coscienza, infatti, di essere già morti con Cristo, di essere divenuti "martiri" con la loro professione monastica.
Nel luogo dove vennero sepolti sorse una chiesa, detta appunto dei quarantanove martiri di Scete, molto cara a tutti i monaci copti perché ricorda la comunione di preghiera che nella chiesa esiste sempre fra i santi del cielo e quelli della terra.


TRACCE DI LETTURA

Il legame tra vita cristiana quotidiana, monachesimo e martirio è davvero inscritto già nel battesimo, in quella vocazione primaria che implica ogni successivo cammino del cristiano, in quell'ingresso nella morte e resurrezione di Cristo che solo definisce l'identità del cristiano: verità, questa, sovente dimenticata nei lunghi secoli della «cristianità», nei quali era la società, la civiltà cristiana a determinare «per nascita» le appartenenze e a fornire i criteri di identità.

(Enzo Bianchi, Più forti dell'odio)


PREGHIERA

Le corone del martirio
non sono di questo mondo,
ma sono state date loro
dal Salvatore con gloria e onore.
Come disse David nel salmo:
«Di gloria e onore li hai coronati».
Pregate il Signore per noi,
o cori tutti dei martiri,
che patiste per amore di Cristo,
affinché ci rimetta i nostri peccati.


LETTURE BIBLICHE
Eb 12,3-14; 1P 4,12-19; At 8,3-13; Mt 4,23-5,16


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Gilberto di Sempringham (+ 1189), fondatore dell'Ordine gilbertino

COPTI ED ETIOPICI (26 tubah/terr):
I 49 anziani di Scete, martiri
Anastasia di Scete (VI sec.), monaca (Chiesa copta)

LUTERANI:
Rabano Mauro (+ 856), erudito e vescovo di Magonza

MARONITI:
Isidoro di Pelusio (IV sec.), monaco

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Isidoro di Pelusio, monaco

SIRO-ORIENTALI:
Giovanni de Britto (+ 1693), missionario e martire (Chiesa malabarese)

VETEROCATTOLICI:
Oscar (Ansgario) (+ 865), vescovo ed evangelizzatore

5 febbraio

Philipp Jakob Spener (1635-1705)
pastore luterano

Nel 1705 si spegne a Berlino Philipp Jakob Spener, predicatore luterano e promotore del pietismo in terra di Germania.
Nativo dell'Alsazia superiore, nei pressi di Colmar, Spener era stato avviato fin da giovane alla carriera ecclesiastica. All'educazione ricevuta dai genitori, ispirata come spesso accadeva allora nel luteranesimo tedesco all'opera di Johann Arndt, Philipp Jakob aggiunse una solida formazione teologica conseguita all'università di Strasburgo, dove approfondì la conoscenza degli scritti di Lutero.
Nel 1664 egli sposò Susanna Erhardt, dalla quale avrebbe avuto in seguito undici figli, e conseguì il titolo di dottore. Ma alla carriera accademica preferì sempre l'attività di predicatore.
Convinto del profondo bisogno di riforma anche della chiesa luterana, Spener promosse la formazione di piccole comunità di preghiera e scrisse i Pia desideria, che costituiranno una sorta di manifesto del pietismo tedesco.
Alla necessità di una più intensa vita di preghiera e di comunione, egli seppe aggiungere nei suoi scritti un forte orientamento pratico, che farà di lui e dei suoi seguaci dei testimoni profondamente influenti sui costumi dei cristiani tedeschi.
Ormai conosciuto in tutta la Germania, Spener divenne prima predicatore alla corte del duca di Sassonia, per poi essere nominato preposito della Nikolaikirche di Berlino e membro del concistoro della chiesa luterana. Nonostante i molti apprezzamenti ricevuti, tuttavia non risparmiò mai a nessuno, neppure ai suoi patroni, come il duca di Sassonia, critiche anche dure fondate sul vangelo e sul primato della fede nella vita di chi si proclama cristiano.


TRACCE DI LETTURA

Tutto il nostro cristianesimo consiste nell'uomo interiore o nuovo, la cui anima è la fede e i cui frutti sono i frutti della vita; questa ritengo sia la questione principale: che le prediche che facciamo siano in generale dirette a questo scopo.
Da una parte esse dovrebbero mirare a mostrare come i preziosi benefici divini si indirizzino all'uomo interiore, in modo che così la fede e in essa quest'uomo interiore vengano sempre più rafforzati.
Ma dall'altra parte dovrebbero mirare a promuovere le opere, in modo che non siamo affatto contenti di condurre le persone esclusivamente all'abbandono dei vizi e all'esercizio delle virtù esteriori, e quindi ad avere a che fare soltanto con l'uomo esteriore, cosa che può fare anche l'etica pagana. Dobbiamo piuttosto porre il fondamento proprio nel cuore, mostrare che è pura ipocrisia ciò che non procede da questo fondamento, e abituare le persone a lavorare prima di tutto a questa interiorità, a risvegliare in sé l'amore di Dio e del prossimo attraverso mezzi adeguati, e a operare poi in base ad esso.
(P. J. Spener, Pia desideria)


LE CHIESE RICORDANO...

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Agata (+ 251), vergine e martire

COPTI ED ETIOPICI (27 ṭūbah/ṭerr):
Febammone (III-IV sec.), martire (Chiesa copto-ortodossa)
Ascensione di Enoch, profeta (Chiesa etiopica)

LUTERANI:
Philipp Jakob Spener, teologo in Francia e a Berlino

MARONITI:
Agata (+ 251), martire

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Agata di Catania, vergine e martire (+ 251)
Sinassi dei santi di Kostroma (Chiesa russa)
Anatolio di Odessa (+ 1938), vescovo e martire (Chiesa ucraina)

VETEROCATTOLICI:
Agata (+ 251), vergine e martire