Il nostro cammino

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All’indomani della solennità della Pentecoste, la Comunità di Bose ha accolto la notizia che il suo fondatore, fr. Enzo Bianchi, assieme a fr. Goffredo Boselli e a sr. Antonella Casiraghi hanno dichiarato di accettare, seppure in spirito di sofferta obbedienza, tutte le disposizioni contenute nel Decreto della Santa Sede del 13 maggio 2020. Fr. Lino Breda l’aveva dichiarato immediatamente, al momento stesso della notifica.

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Speranza nella prova

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26 maggio 2020

Come da noi annunciato a suo tempo, in seguito a serie preoccupazioni pervenute da più parti alla Santa Sede che segnalavano una situazione tesa e problematica nella nostra Comunità per quanto riguarda l’esercizio dell’autorità del Fondatore,la gestione del governo e il clima fraterno, il Santo Padre Francesco ha disposto una Visita Apostolica, affidata al Rev.do P. Abate Guillermo León Arboleda Tamayo, OSB, al Rev.do P. Amedeo Cencini, FDCC e alla Rev.da M. Anne-Emmanuelle Devéche, OCSO, Abbadessa di Blauvac.

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Il cammino pasquale

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Cari amici e ospiti,
mentre prosegue la chiusura della nostra ospitalità monastica, non viene meno il nostro ricordo fraterno.
Nella sezione “La cura del tempo” trovate testi e audio per fare memoria del passato e riflettere sul presente e il futuro, un futuro che sarà segnato da quanto saremo stati capaci di vivere in questi giorni più difficili, e determinato dalla nostra capacità di prenderci cura gli uni degli altri.

Fr. Luciano, priore, con i fratelli e le sorelle di Bose

Vicinanza e preghiera

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20 Marzo 2020

Cari amici e ospiti,

come stiamo dicendo in questi giorni ai tanti di voi che ci manifestano la loro vicinanza attraverso i vari mezzi di comunicazione, la vita a Bose prosegue per ora senza problemi di salute, in quell’isolamento che è parte della nostra vocazione monastica, ma che soffre per la menomazione forzata di un’altra dimensione della nostra vocazione: l’ospitalità.

Desideriamo dirvi la nostra vicinanza e preghiera quotidiana: un’intercessione che abbraccia innanzitutto quanti sono più colpiti, nel fisico e negli affetti, da questa epidemia. Pensiamo a quanti – parenti e amici, ma non solo – sono in prima linea nella cura e nell’assistenza ai malati: medici, infermieri e personale sanitario che, oltre all’improbo compito professionale, si trovano anche a sostenere umanamente e spiritualmente persone private della vicinanza dei propri cari e che si spengono in solitudine. E questo, mettendo a rischio la propria salute e perfino la propria vita. Pensiamo ai malati che sentono affievolirsi la vita dentro di sé senza la vicinanza e il conforto delle persone amate nel momento del loro ultimo passaggio. Pensiamo ai vescovi, “patres pauperum”, che si trovano a fronteggiare una situazione assolutamente inedita e che esercitano la loro responsabilità pastorale in mezzo a grandi difficoltà. Pensiamo ai tanti presbiteri che svolgono il loro ministero nella vicinanza fraterna e quotidiana a poveri e malati, pensiamo ai religiosi e alle religiose, ai fratelli e sorelle nella fede, ai volontari che si spendono giorno e notte per alleviare le sofferenze dei più fragili: gli anziani, i poveri, quanti hanno perso il lavoro, i senzatetto, i detenuti, gli immigrati e quanti non hanno nemmeno una casa dove potersi rifugiare. Questi poveri e malati sono la carne di Cristo e il servizio reso a loro è celebrazione esistenziale gradita a Dio. Pensiamo a tutti quegli uomini e donne che continuano e intensificano il loro lavoro nei servizi essenziali: la loro fatica rende possibile limitare i danni di questo flagello e preparare il terreno per una rinascita umana e fraterna, prima ancora che economica.

Nella nostra liturgia delle ore – che proseguiamo con alcune precauzioni, in obbedienza alle disposizioni del governo e della CEI per la salvaguardia della salute di tutti – e nella preghiera personale portiamo i vostri volti e le vostre sofferenze e confidiamo che il Signore dia a tutti la forza per superare questa prova.

Nel cammino comune verso la Pasqua di Resurrezione, vi salutiamo con affetto fraterno

Fr. Luciano, priore, con i fratelli e le sorelle di Bose

La cura del tempo

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12 Marzo 2020

Cari amici e ospiti
ci troviamo tutti a vivere una situazione che costringe a limitare drasticamente contatti e incontri e anche la nostra comunità ha chiuso l’ospitalità fino alla data del 3 aprile rinviando gli appuntamenti previsti.

Tuttavia, per tener vivo il rapporto con voi e fare della situazione critica e che ci coglie impreparati un’occasione di vicinanza diversa per forma e modalità da quella dell’incontro personale e diretto, abbiamo pensato di fornire sul sito altri servizi che possano in qualche modo supplire alla distanza a cui siamo forzati, indicare delle vie per vivere una solitudine che coglie di sorpresa e riempire di contenuti il tempo che, forse, ora ci si trova ad avere a disposizione in misura maggiore rispetto al quotidiano ritmo frenetico delle attività.

Questo tentativo, in ogni caso, vuole essere segno della sollecitudine e dell’affetto che ci lega a tutti voi, con un ricordo particolare per le persone più fragili e sofferenti a causa della malattia o dell’anzianità e per quanti si prodigano nelle cure quotidiane e nei servizi di emergenza.

Fr. Luciano, priore, con i fratelli e le sorelle di Bose