I modi del Signore

Beato Angelico, Scene e storie dei padri del deserto, particolare.
Beato Angelico, Scene e storie dei padri del deserto, particolare.

Fratelli, sorelle,

dice la nostra Regola:

La conformità all’Evangelo non è mai raggiunta una volta per tutte, ma tu devi ricercarla ogni giorno. Non temere questa salutare inquietudine e questo dinamismo innovatore” (RBo 3).

La vita monastica è vita di ricerca di Dio. Ricerca che viene espressa, in questo passo della nostra Regola, come ricerca di conformità all’Evangelo: cioè, alla vita di Gesù narrata e descritta nell’Evangelo. Questo obiettivo è sempre davanti a noi, mai potrà essere raggiunto e questo ci indica il nostro lavoro quotidiano: fare delle concrete situazioni che ogni giorno ci presenta, l’occasione per dare forma all’Evangelo, per assumere noi la forma dell’Evangelo.

Non è per niente angosciante questa impossibilità di raggiungere pienamente la conformità al Vangelo, ma profondamente liberante: è un programma di vita, e di vita quotidiana – lo sottolineo –, che ci dice la priorità a cui tutto, ma proprio tutto il resto deve essere sottomesso: il lavoro, il ruolo e le responsabilità comunitarie, le relazioni fraterne, i servizi comunitari. Perché è lì che siamo chiamati a ricercare la conformità al Vangelo, vivendo a nostra volta quelli che la Didaché (11,8) chiamava “i modi del Signore”. Quei modi che sono contenuto, non mera forma, perché sono rifiuto della prepotenza e dell’arroganza, del disprezzo e della derisione, della sufficienza e della violenza e stanno all’interno di quell’umiltà e mitezza che sono caratteri cristologici e che trovano espressione nel rispetto e nell’ascolto dell’altro.

Non temere la quotidianità di questa ricerca mai finita, questa inquietudine e questo dinamismo salutari e innovatori, significa porci ogni giorno sotto lo sguardo dell’Evangelo, sotto il giudizio dell’Evangelo per correggere ciò che in noi è non conforme all’Evangelo: così saremo anche liberati dalla maggiore difformità dall’Evangelo e dalla vita di Gesù che spesso ci abita: il giudicare gli altri, l’attitudine giudicante, il senso di superiorità che porta a disprezzare e a giudicare gli altri. Perciò, fratelli e sorelle, siamo sobri e vigilanti perché il nostro Avversario, il Divisore, come leone ruggente si aggira cercando una preda da divorare. Resistiamogli saldi nella fede e intenti a cercare ogni giorno la conformità all’Evangelo e ai modi di Gesù Cristo. E tu, Signore, abbi pietà di noi.

fratel Luciano