Enzo Bianchi - La rivelazione dello Spirito santo nelle Scritture

Vittorio Matino
Vittorio Matino

23 aprile 2017

Domenica 23 aprile si è tenuta a Bose la prima delle due giornate tenute da fr. Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose, sul tema dello Spirito Santo. Agli incontri erano presenti circa cinquecento persone che hanno partecipato anche all’eucaristia domenicale celebrata a mezzogiorno. Anche se non più così estraneo alla Chiesa occidentale, grazie alla sempre maggiore attenzione prestatagli negli ultimi tempi, il tema dello lo Spirito santo rimane, tuttavia, “poco conosciuto, poco invocato, poco tenuto presente” a livello di vita spirituale e istituzionale. E’ importante, dunque, riprenderlo, soprattutto nel clima di profonda trasformazione ecclesiale nel quale siamo immersi: non più un ben definito “corpo di Cristo”, ma una Chiesa dai contorni sfumati, che rende necessario riscoprire lo Spirito santo per riconoscere la presenza e l’azione di Dio oltre le frontiere. Lo Spirito santo infatti, “riempie l’universo ed è presente in tutti gli uomini”. E’ così che fr. Enzo ha iniziato il suo percorso, “un cammino esistenziale di conoscenza dello Spirito … che possa subito innestarsi nelle nostre vite”.

Da un lato lo Spirito santo è ciò che ci ricorda costantemente che quando diciamo qualcosa su Dio, resta un non detto: è ciò che non possiamo udire né vedere, è il mistero di Dio. Dall’altro, nella Scrittura, se è vero che lo Spirito non è raffigurabile, è altrettanto vero che lo Spirito Santo viene evocato da molte realtà quotidiane, che ci aiutano ad averne una conoscenza di tipo esistenziale ed esperienziale.

Lo Spirito è vento, il soffio, l’alito di Dio, che, secondo una traduzione siriaca del primo versetto della Genesi, “covava sulle acque”, un soffio dunque che porta vita, che fa uscire la vita dal mondo caotico e informe all’inizio della creazione. Lo Spirito è nube fiammeggiante, segno della dimora di Dio e rende presente Dio. Lo Spirito è fuoco, ovvero qualcosa che brucia e che non si riesce ad afferrare, a contenere, che si può solo tentare di spegnere. Lo Spirito è aria: l’aria non si vede, ma ha una sua consistenza, infatti permette il volo. Lo Spirito è olio: olio che protegge dalle malattie, olio che permane sulla materia, olio che preserva dalla corruzione. Lo Spirito è acqua viva e zampillante, di sorgente, che disseta e che porta la vita dove la vita non c’è. Non solo lo Spirito abita in noi, ma è alla radice dei nostri pensieri e sentimenti, e la vita cristiana dovrebbe proprio essere un “respirare lo Spirito santo, ascoltarlo, sentirne le mozioni, la sua voce: ascoltare ciò che ci muove”.

Nell’incontro del pomeriggio fr. Enzo ha infine parlato della rivelazione dello Spirito nell’Antico Testamento, fino ad arrivare a Gesù, colui che attira e dona a noi lo Spirito Santo.

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