Spiritualità e politica - Fine anno dei giovani

Da Venerdì 27 Dicembre 2019 a Mercoledì 01 Gennaio 2020

Luciano Manicardi e Roberto Mancini

19 12 30 gruppo giovani

Ogni uomo ha il compito di divenire se stesso e di costruirsi in relazione con gli altri. Ha la responsabilità di costruire non solo “con”, ma anche “per” gli altri la casa comune.

Relatori:

Luciano Manicardi, biblista e priore di Bose
Roberto Mancini, professore ordinario di filosofia teoretica all’Università di Macerata; è editorialista di Altraeconomia e collabora con numerose riviste (http://www.manciniroberto.it/)

Dal 27 dicembre al 1° gennaio un centinaio di giovani sono stati ospiti presso il monastero di Bose per vivere insieme i giorni di festa che chiudono l'anno vecchio e aprono il nuovo. Giorni densi, segnati da incontri su temi di spiritualità e politica e scanditi da momenti di tempo libero, da scambi e condivisione. Luciano Manicardi, priore della comunità, e Roberto Mancini, professore di filosofia all'Università di Macerata, hanno dialogato con i giovani e le giovani presenti sull'importanza cruciale di coltivare e custodire una propria vita interiore, sulla qualità della quale si gioca l'impegno in ambito pubblico.
La società, infatti, non si costruisce per mezzo di logiche di potere, ma attraverso una rete di relazioni in cui ciascuno esercita l'efficacia della responsabilità. La responsabilità si muove nella direzione del bene: solo se le scelte che si operano ampliano la possibilità di bene concreto, allora si rivelano essere scelte sensate.
Giovani e monaci hanno sperimentato un'accoglienza reciproca e il gusto della fraternità, attraverso la condivisione dei pasti, dei momenti di preghiera, la visita ai luoghi di lavoro del monastero.
Amicizie belle sono nate, e l'esperienza degli anni passati ci fa sperare che anche molte di queste durino nel tempo, si trasformino, si dilatino. I frutti migliori, c'è da credere, matureranno proprio dalle relazioni intessute.

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Ti sei mai trovato nella situazione in cui ti sei innamorato di una persona e il ti amo non bastasse più, e non riuscivi a trovare altre parole per esprimere il bene e l’affetto che provavi per lei? Ecco: è così che mi sento quando in questi giorni, amici e conoscenti, mi chiedono ‘Tobis, che hai fatto a capodanno?’ A complicare le cose e a farmi chiedere ‘ma glielo dico o non glielo dico?’ è la consapevolezza che se dico dove sono stato e quello che ho fatto, dovrò scontrarmi con un muro di pregiudizi (legittimi) da parte dell’altra persona, spesso impossibile da valicare. Tuttavia… C’è in me la convinzione che ognuno di noi abbia la responsabilità di condividere con le altre persone ciò che ‘gli ha cambiato la vita’ e che potrebbe arricchire anche la vita altrui. Per questo motivo non solo rispondo in modo sincero quando mi chiedono che ho fatto questo capodanno, ma voglio condividerlo e scriverlo anche qui. A capodanno sono stato in un monastero, Bose per l’esattezza. Ho solo 23 anni, ma ti giuro che le alternative possibili per capodanno le ho provate tutte (o quasi): feste a casa, feste con amici, feste in discoteca, feste fuori dalla discoteca (una volta non mi hanno fatto entrare), volontariato in casa di riposo… le ho provate tutte, eppure mancava sempre qualcosa (specie nei capodanni passati in discoteca). Così quando mi è stato proposto di vivere un capodanno in un monastero, prima ho fatto a pugni con la convinzione che mi sarei rotto i cosiddetti, dopodiché ho vinto e sono partito. È stata una delle esperienze più belle della mia vita, e non perché ho visto la madonna come quelli che vanno a Mejugorie, ma perchè ho conosciuto una realtà che non impone ma che accoglie, che non parla di peccato ma che ascolta, che non parla di Dio come fosse un salvagente, ma come un uomo. So che probabilmente starai ancora pensando ‘ma che do coioni passare una capodanno pregando’. Pensalo, va bene così. Nonostante sia abbastanza bravo a convincere le persone delle mie idee, in questo caso non sto vendendo un prodotto o un servizio, e non ho nessuna intenzione di convincerti che ciò che dico sia vero.

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Programma dei giorni

Venerdì 27 dicembre

14.30 Arrivi e sistemazioni

18.30 Vespro
19.00 Cena
20.30 Incontro di presentazione

Sabato 28 dicembre

7.00 Preghiera del mattino
Colazione
Tempo personale e di confronto

10.30 Incontro: Spiritualità e politica: tensioni e prossimità

12.30 Preghiera di mezzogiorno

13.00 Pranzo
Tempo personale e di confronto

17.00 Incontro: L’“iniziativa” politica: dare inizio al nuovo

18.30 Vespro

20.30 Lectio divina

Domenica 29 dicembre

8.00 Preghiera del mattino
Colazione
Tempo personale e di confronto

10.30 Incontro: Parola e politica

12.00 Eucaristia

13.00 Pranzo
Tempo personale e di confronto

17.00 Vespro

17.30 Incontro: Leggere il mondo globale: il senso della transizione epocale e il futuro della democrazia

19.00 Cena

20.00 Compieta

Lunedì 30 dicembre

7.00 Preghiera del mattino
Colazione
Tempo personale e di confronto

10.30 Incontro: Uscire da sé: motivazioni e dinamiche interiori nella scelta dell’impegno politico

12.30 Preghiera di mezzogiorno

13.00 Pranzo
Tempo personale e di confronto

17.00 Incontro: Politica ed economia in prospettiva trasformativa

18.30 Vespro

19.00 Cena

20.30 Film

Martedì 31 dicembre

7.00 Preghiera del mattino
Colazione
Tempo personale e di confronto

10.30 Incontro: La responsabilità per gli effetti dell’agire: l’efficacia dell’azione

12.30 Preghiera di mezzogiorno

13.00 Pranzo
Tempo personale e di confronto

18.30 Vespro

20.30 Un tempo per pensare, nell'ultimo giorno dell'anno. Un’occasione per sostare, leggere, condividere…

22.30 Cena di festa con i fratelli e le sorelle in attesa della mezzanotte…

Mercoledì 1° gennaio 2020

8.00 Preghiera del mattino
Colazione
Tempo personale e di confronto

11.00 Momento di saluto

12.00 Eucaristia

13.00 Pranzo

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