Progetto e comitato scientifico

XIX Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa
LA PAROLA DI DIO NELLA VITA SPIRITUALE
Bose, 7-10 settembre 2011
in collaborazione con le Chiese Ortodosse

Gregory Krug, Cristo PantocratorePROGETTO E COMITATO SCIENTIFICO

Nella tradizione della Chiesa indivisa, le Scritture sante e la Parola di Dio in esse contenuta sono sempre state la fonte viva della vita spirituale del credente, la vita secondo lo Spirito. La Parola di Dio vive nel battezzato, lo Spirito santo nutre e fa crescere in noi questa vita divina. I Padri ben presto applicarono alla Scrittura stessa le parole che il vangelo riferisce al Regno di Dio: “La Parola di Dio ? scrive Massimo il Confessore ? è simile a un grano di senape, sembra ben piccola prima d’essere coltivata. Ma quando è stata coltivata abbraccia il significato di tutti gli esseri” (La teologia II,10). È il principio ermeneutico che Gregorio Magno – venerato in Oriente come Gregorio il Dialogo ?, esprime nella formula Scriptura crescit cum legente : la comprensione della Scrittura si accresce con la maturazione spirituale di colui che la legge e la interpreta (cf. Omelie su Ezechiele I, Sources Chrétiennes 327, pp. 244-245).
Ma la lettura della Scrittura, soprattutto nella tradizione delle Chiese d’Oriente, è sempre una lettura nello Spirito, e quindi anche nella comunità dei credenti radunata dallo stesso Spirito, in unità vivente tra adempimento dei comandamenti, preghiera e rendimento di grazie nella liturgia. La lectio divina è l’incontro con una persona viva, con Dio stesso che parla, per questo, secondo i padri, presuppone un certo grado di maturità spirituale e non può essere svincolata da una vita di ascesi interamente orientata a Dio: “Qualunque cosa tu faccia, appoggiati sulla testimonianza delle sante Scritture”, diceva Antonio, il padre dei monaci (Serie alfabetica, Antonio 3).

Le parole della Scrittura sono “spirito e vita” (Gv 6,63), la conoscenza che scaturisce dalla Scrittura è “insegnamento dello Spirito” (en didaktoîs pneúmatos), è conoscenza per rivelazione (Mt 11,25-27) ed è frutto di interpretazione spirituale. La Scrittura stessa rimanda il lettore allo Spirito santo come proprio principio ermeneutico. “È in essa che si comprende lo Spirito”, scrive ancora Massimo il Confessore: la Scrittura è principio di trasfigurazione, di divinizzazione (La teologia I, 97). “Essa è l’olio dello Spirito divino, che unge l’anima, la rende dolce e umile” (Niceta Stethatos, Capitoli fisici 90).

Si comprende allora anche l’altro grande principio ermeneutico dei padri, per cui la Scrittura è “interprete di se stessa” (Gregorio Magno), e che rimane costante in tutta la tradizione: “Chi cerca il fine della Scrittura, ha come maestro, come dicono il grande Basilio e san Giovanni Crisostomo, la Scrittura stessa” (Pietro Damasceno). Come scriveva un monaco d’Occidente, abbeverato alle fonti dell’Oriente, Guglielmo di Saint-Thierry (1075 ca.-1148), “occorre leggere le Scritture con quello Spirito con cui furono scritte, e con il medesimo Spirito occorre anche comprenderle” (Epistola ad fratres de Monte Dei I,10,31).

Il dono dello Spirito conferisce ai discepoli l’intelligenza delle parole della Scrittura e di Gesù stesso: “il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26). All’altro estremo della tradizione, il vescovo russo Michail (Gribanovskij, † 1898), commentando questo versetto del quarto evangelo, scrive che “gli eventi narrati dai vangeli sono trasmessi allo spirito del lettore in modo vivo, cioè dallo stesso Spirito santo. Così si comprende la viva azione divina del vangelo sull’anima delle persone. Nei racconti evangelici vive la medesima forza divina dello Spirito santo, che presiedette agli eventi della vita terrena del Signore: in essi parla una potenza creativa che ci salva” (Sul vangelo, Leningrad 1991, p. 116).

Il XIX Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa (Bose, 7-10 settembre 2011), desidera mettere a tema questa essenziale unità di Scrittura santa ed esegesi nello Spirito, Parola di Dio e vita spirituale, che percorre tutta la tradizione delle Chiesa d’Oriente, in modi e forme diversi dall’Occidente, ma con una forte convergenza sulla realtà pneumatica della Scrittura, come ha messo in luce anche il Concilio Vaticano II.

Senza pretendere di esaurire tutta la ricchezza di questa tradizione, il convegno intende concentrarsi su tre momenti focali, trasversali alle diverse relazioni.

Un primo momento sarà dedicato alle ermeneutiche della Bibbia elaborate dai padri della Chiesa, che affrontano problemi ancora molto attuali: il senso dei diversi generi letterari; il rapporto tra esegesi, prassi ed esperienza spirituale; il senso ecclesiale della Scrittura; la relazione viva tra fede e Parola.

Un secondo momento sarà centrato sulla dimensione ecclesiale della Parola di Dio. Lo Spirito santo, fecondando le Scritture nel grembo della Chiesa, svela il volto del Cristo, guida all’incontro con lui e orienta le esistenze personali e comunitarie a una vita in obbedienza alla Parola emersa dallo “sta scritto”. “Per mezzo della Parola di Dio, tutta la santa Chiesa rimane nella fede, è confermata e salvata per l’aiuto di Colui che ha parlato per mezzo dei profeti e degli apostoli” (San Tichon di Zadonsk, Opere I, p. 180). In questo senso si rifletterà non solo sulla tradizione del passato, ma anche sull’oggi delle diverse chiese, per consentire un corretto accostamento a come le Chiese d’Oriente hanno da sempre custodito e vissuto in modo multiforme la Sacra Scrittura nella sua tradizione spirituale e nella vita stessa del popolo di Dio: dalla celebrazione liturgica all’importanza della Bibbia per la teologia ortodossa, dal rapporto tra esegesi storico-critica e lettura ecclesiale della Bibbia a quello tra esegesi e vita spirituale.
La Scrittura stessa è polifonica: una tradizione multiforme scaturisce dalla pluralità stessa del testo biblico. La traduzione del vangelo segna la nascita di una Chiesa, di una tradizione spirituale e di una particolare ermeneutica. Spesso il rinnovamento biblico in una Chiesa coincide con un rinnovamento spirituale. Il terzo momento esplora così la realtà della presenza della Scrittura nelle diverse Chiese, e in particolare nell’esperienza dei monaci cristiani. Le domande che si aprono toccano in profondità alcune delle grandi questioni aperte ancora oggi per ogni uomo: Come la Scrittura plasma la vita spirituale? Come ispira le decisioni (personali/comunitarie)? Come la Scrittura interroga la vita? Come la vita interroga la Scrittura?

COMITATO SCIENTIFICO:

Enzo Bianchi (Bose), Lino Breda (Bose), Sabino Chialà (Bose), Hervé Legrand (Parigi), Adalberto Mainardi (Bose), Antonio Rigo (Venezia), Roberto Salizzoni (Torino), Michel Van Parys (Chevetogne).

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