Comunicato stampa iniziale

XXI Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa
LE ETÀ DELLA VITA SPIRITUALE
Bose, 4-7 settembre 2013
in collaborazione con le Chiese Ortodosse

Convegno 2013 Le età della vita spiritualeCOMUNICATO STAMPA INIZIALE

Bose, 29 agosto 2013

Le età della vita spirituale è il titolo, ispirato dal libro del teologo russo Pavel Evdokimov, del XXI Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa, organizzato in collaborazione con le Chiese ortodosse, che si terrà presso il monastero di Bose dal 4 al 7 settembre 2013.

Il passaggio da un tempo a un altro della vita è l’esperienza più comune ma spesso più difficile da vivere. La cultura contemporanea, presa tra l’idolatria di un’immutabile giovinezza e la rimozione della vecchiaia e della morte, sembra aver smarrito i confini tra le età della vita, e rinviare a un indefinito futuro le decisioni dell’età matura. Nella comprensione dell’oriente cristiano, la vita spirituale è essenziale per un’autentica maturazione umana.

Il Convegno di Bose, cui parteciperanno metropoliti, vescovi e monaci appartenenti alle Chiese ortodosse, alla Riforma e alla Chiesa cattolica, e studiosi da tutto il mondo, intende porsi in ascolto della sapienza dei padri, e offrire uno spazio di riflessione sul tema della maturazione spirituale attraverso crisi di passaggio e fasi di prova. Una particolare attenzione sarà rivolta alla fase finale della vita e alla speranza cristiana di fronte alla morte.

Nella sessione inaugurale parleranno Enzo Bianchi, priore di Bose, il vescovo Iosif di Patara, delegato del Patriarca ecumenico Bartolomeo (Vita spirituale e unità dei cristiani), padre Michail Želtov, del Patriarcato di Mosca (Il battesimo, fonte della vita in Cristo).

In quattro giorni d’incontri e dibattiti aperti al pubblico, si susseguiranno biblisti (Andrej Desnickij, Mosca; Petros Vassiliadis, Tessalonica), patrologi (Sebastian Brock, Oxford; Andrew Louth, Durham; Symeon Paschalidis, Tessalonica; Norman Russell, Farnham), monaci d’oriente e d’occidente (p. Michel van Parys, monastero di Chevetogne; igumeno Metodije Markovi?, Monastero di San Nicola di Vranje; igumeno Nikolay Pavlyk, Lavra di San Sergio), teologi e scrittori (Vassilios Thermos, Atene; Andrei Ple?u, Bucarest; John Behr, New York; Porphyrios Giorgi, Balamand).

La vita spirituale cristiana nasce con il battesimo, con l’incorporamento in Cristo, fino a crescere alla misura della piena maturità di Cristo (Ef 4,13). Nella tradizione ascetica, la crescita spirituale attraversa diverse fasi o gradini, in cui la persona impara a conoscere i propri limiti ma anche l’azione dello Spirito, che conduce alla trasfigurazione di tutto l’umano.

Quali indicazioni la tradizione monastica ortodossa offre per comprendere la relazione fra le successive tappe della vita umana e le età della vita spirituale? Quale rapporto fra l’età giovanile e lo slancio del fervore spirituale, fra l’età di mezzo e il servizio del prossimo, fra la vecchiaia e la speranza cristiana nella malattia e nella morte?

Sono alcune delle domande che affronterà la tavola rotonda moderata da Konstantin Sigov (Kiev), dedicata alla “Speranza cristiana nelle età della vita”, in cui interverranno Michel Evdokimov, (Parigi), Antoine Arjakovsky (Parigi), Athanasios Papathanassiou (Atene) e il metropolita Vassilios (Karayannis) di Kostantia e Ammochostos, delegato dell’Arcivescovo di Cipro Chrysostomos II, moderatore della commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese, rappresentato al Convegno dal dr. Michel Nseir.

Imparare a discernere l’azione dello Spirito in ogni età della vita significa anche aprire cammini di speranza per gli uomini e le donne che affrontano l’esperienza della sofferenza e della solitudine. La chiesa come spazio di comunione e comunicazione tra gli uomini, e tra gli uomini e Dio, è anche un’occasione d’incontro fraterno per vivere un tempo pieno di senso: a questo tema è dedicata la relazione conclusiva del Convegno, Il tempo nella vita della chiesa, del vescovo Maxim dell’America Occidentale della Chiesa ortodossa serba (Los Angeles).

Per la Chiesa Cattolica saranno presenti al Convegno mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia, presidente della commissione “Ecumenismo e dialogo interreligioso” della Conferenza episcopale italiana, l’arcivescovo Antonio Mennini, nunzio apostolico nel Regno Unito, il vescovo di Biella Gabriele Mana, l’arcivescovo emerito di Perugia Giuseppe Chiaretti, e Hyacinthe Destivelle delegato del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.

Il vescovo Konstantin (Ostrovskij) di Zarajsk, guiderà la delegazione del Patriarcato di Mosca, di cui fa parte padre Dimitrij Sizonenko, responsabile del dialogo intercristiano del Dipartimento per le relazioni esterne. Parteciperanno inoltre l’arcivescovo Stefan di Gomel’ e Žhiobin (Patriarcato di Mosca-Esarcato di Bielorussia), il metropolita Zosima di Vladikavkaz, padre Stefan Domuschi, delegato dell’Accademia teologica di Mosca, l’archimandrita Serafim (Petrovskij), delegato del metropolita Aleksandr di Alma Ata e del Kazakhstan, gli ieromonaci Amvrosij (Vajnagij) e Pimen (Vojat) della Lavra delle Grotte di Kiev, delegati del metropolita Antonij di Boryspil, vicario del metropolita di Kiev e rettore dell’Accademia teologica.

Il vescovo Ignatie di Mure?, della Chiesa ortodossa romena, rappresenterà il Patriarca Daniel. Saranno inoltre presenti il metropolita Dometian di Vidin e il vescovo Boris di Agatonitsa (Chiesa ortodossa Bulgara), il vescovo Alexander (Golitzin) di Toledo eil vescovo Melchisedek di Pittsburgh (Chiesa ortodossa d’America), p. Zakaria (Baghumian) (Chiesa apostolica armena), delegato del Catholikos di tutti gli Armeni Garechin II, l’archimandrita Athenagoras (Fasiolo)(Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e di Malta), il canonico Hugh Wybrew (Chiesa d’Inghilterra), delegato dell'Arcivescovo di Canterbury Justin Welby.

Di rilievo è la presenza di monaci e monache, provenienti da monasteri ortodossi (Grecia, Russia, Ucraina, Bulgaria, Romania, Turchia, Monte Sinai, Armenia, Francia, Inghilterra, Stati Uniti), cattolici e riformati (Belgio, Francia, Italia, Svizzera, Ungheria). È da segnalare in particolare la presenza di padre Joustinos, del monastero di Santa Caterina del Sinai in Egitto, p. Evdokimos Karakoulakis del sacro monastero di Koutloumoussiou del Monte Athos, di p. Vasilije (Grolimund)di Geilnau. Saranno presenti ai lavori del Convegno l’ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, Bogdan Tataru, il console generale della Federazione Russa a Milano Aleksandr Nourizade, e i professori Gelian Prochorov (San Pietroburgo), Spyridon Kontoyannis e Nikitas Aliprandis (Atene), Pantelis Kalaitzidis (Volos).

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