Foto e sintesi del 7 settembre 2016

XXIV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa

MARTIRIO E COMUNIONE 

Monastero di Bose, 7-10 settembre 2016
in collaborazione con le chiese Ortodosse

Segui i lavori su 

“Martirio e comunione”, il XXIV Convegno Ecumenico Internazionale di Spiritualità Ortodossa, si è aperto oggi con l’introduzione di Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose. Il ringraziamento è al Signore, “che ci ha voluto di nuovo riunire qui, cristiani d’oriente e d’occidente. Noi vogliamo meditare sulla parola del vangelo che è l’annuncio definitivo della parola di Dio, la Parola della croce”. Sono stati quindi letti i messaggi inviati dal patriarca di Costantinopoli Bartholomeos I, dal Metropolita Ilarion, capo del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, dal metropolita di Kiev Onufrij e da monsignor Pietro Parolin, segretario di Stato di papa Francesco. La prima relazione, “Il sangue dei martiri, seme di comunione”, scritta da Youhanna X e letta dal suo delegato, esprime parole di sofferenza, ma mai di accusa, anzi di speranza. Parole che toccano il cuore perché nascono da chi vive una realtà durissima di violenza e persecuzione. Dopo il secondo intervento, “La testimonianza e il servizio di comunione del Patriarcato ecumenico” di Job di Telmessos, è stato possibile dedicare venti minuti al dibattito, sollecitato soprattutto dalla relazione di Youhanna.

La lettura del messaggio di Anastasios, arcivescovo di Tirana e di tutta l'Albania da parte di Asti di Bylis, vescovo della chiesa ortodossa di Albania che per la prima volta manda un rappresentante a questo convegno, dà inizio alla sessione pomeridiana. Poi Panteleimon Manoussakis ha parlato dello Spirito come fonte e sostegno dell’unica testimonianza cristiana, quella di Dio attraverso l’incarnazione di Gesù Cristo. Ogni testimonianza che l’umanità offre è risposta della testimonianza di Cristo, una testimonianza che prova che Dio è coinvolto nella nostra storia, particolare e concreta. Ekaterini Tsalampouni, nella sua relazione, ha preso in esame i detti di Gesù sulle persecuzioni, a partire dal passo del Vangelo di Matteo  5,11: “Beati voi quando vi perseguiteranno per causa mia”. Infine Georgiy Zakharov ha analizzato il tema del martirio e dell’unità della chiesa in sant’Ambrogio e nei padri latini del quarto secolo, a partire dall’espressione “Omnes in Christo unum sumus”.

Con il sostegno di             Con il contributo di       
CSP marchio ORIZZ POS bn        regione piemonte  crt rgb 8 trasp grigio cariplo FCRB