Saluti conclusivi di Enzo Bianchi

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XXIV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa
MARTIRIO E COMUNIONE Monastero di Bose, 7-10 settembre 2016

Eminenza, venerabili vescovi e metropoliti, cari fratelli e care sorelle,

una sola parola di ringraziamento al Signore. È il Signore che ci accompagna sempre in questi convegni; è soltanto il Signore che li ha ispirati; è il Signore che sta in mezzo a noi con la sua misericordia e il suo amore; è il Signore che ci permette di incontrarci di ascoltarci a vicenda di scambiare tra di noi i doni che vengono da lui. Questa vuole essere una confessione di fede di tutti noi, ma anche parole che vengono dall’esperienza dell’amore fraterno, che viviamo sempre in questo incontrarci ogni anno. Per noi della comunità di Bose sembra sempre un miracolo: che le chiese ortodosse tutte siano presenti o diano un cenno di partecipazione a questo nostro convegno. Noi vogliamo davvero ringraziare il Signore con voi e in questo ringraziamento al Signore è contenuto anche il ringraziamento che è già stato espresso a tutti coloro che presiedono le sante chiese di Dio in Oriente e in Occidente.

Il Signore certamente ci conduce con fedeltà sui nostri cammini, ma vuole che noi restiamo anche umili, fedeli sulle sue tracce. Noi continueremo su questi cammini e per discernere la struttura e il tema del prossimo convegno, il venticinquesimo, si riunirà il prossimo ottobre il comitato scientifico. Ma sarà importate ricevere da voi dei suggerimenti, anche critici, e le vostre riflessioni.

Pregheremo per ciascuna delle vostre chiese e per ciascuno di voi. E a voi chiediamo di pregare per la nostra comunità, la qualche fa questa iniziativa che la trascende. Noi non abbiamo nessuna pretesa. Vogliamo stare lontani anche da azioni diplomatiche tra le chiese. Il contributo della nostra comunità è solo prestare un luogo fraterno di confronto e di pregare, e continuare a pregare il Signore. Questo è il nostro compito monastico, tutto il resto appartiene alle chiese. Fin dall’inizio la nostra comunità ha voluto esser fedele al monachesimo iniziato da san Pacomio e ha sempre detto alle autorità delle chiese: “Noi preghiamo per voi. Noi non siamo altro che poveri laici”. Ciò che ai noi veramente prema è che la santa chiesa viva e prosperi secondo la volontà del Signore, nella grande comunione che il Signore ha chiesto per i suoi figli. Dunque ancora grazie. E pregate per noi, perché possiamo essere una comunità che tenta, che tenta - non ci riesce - tenta di vivere il Vangelo e di dare una testimonianza senza arroganza, molto umile in mezzo agli uomini. Grazie e la preghiera ci unisca tutti.


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