Theodosios Martzouchos

18 Theodosios 3Fr. Theodosios Marzouchos è nato nel 1958 nel nord dell’Eubea, nel villaggio di Gialtra Edipsou. Si è diplomato al liceo di Edipsos e poi ha studiato teologia all’Università di Atene. Durante il periodo dei suoi studi ha incontrato una personalità ecclesiastica di eccezionale spessore, padre Meletios Kalamaras, e lo ha seguito a Preveza, quando questi è stato eletto vescovo di Preveza nel 1980, diventando accanto a lui monaco e sacerdote, insieme a molti altri, studiosi di varie discipline. Nel 1986, è stato incaricato dal vescovo Meletios del ministero di protosynkellos (vicario) della Metropoli, incarico che ha portato avanti fino alla morte del vescovo (2012). Durante tutto questo periodo, e fino ad oggi, è parroco della Chiesa di San Giovanni Crisostomo nella città di Preveza. È molto attivo nel campo del rinnovamento liturgico della Chiesa di Grecia e tiene regolarmente conferenze nell’ambito di riunioni ecclesiastiche e convegni teologici in tutta la Grecia. Gestisce il blog enoriako.info, dove pubblica i suoi testi e interventi su diversi argomenti riguardanti la fede e la vita della Chiesa.


Il padre spirituale oggi: forza e limiti del discernimento

SINTESI

L’obiettivo e lo scopo di ogni guida spirituale è quello indicato da Cristo a Pietro: “E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,32). Questo compito oggi è stato snaturato e molti padri spirituali contemporanei si sono trasformati in… “anziani” (gherontes) che indottrinano i cristiani mantenendoli in una continua relazione di dipendenza. Senza assunzione di responsabilità. Senza separazioni.  In un perenne sonno “ai piedi… di Gamaliele” (At 22,3)! E così arriviamo a una chiesa addormentata. Senza il dinamismo del dubbio e della contestazione. Senza Tommaso. Senza personalità di spicco, che sono state livellate dagli anziani per “motivi spirituali”. Diventiamo una chiesa che ha non da dire nulla all’uomo angosciato di oggi, nulla che abbia un vero interesse per la sua esistenza. Una chiesa di persone impaurite, che pensano che tutti complottino contro di loro. Una chiesa di persone rispettabili che confondono l’etica di Cristo con le buone maniere. Una chiesa che si scandalizza della crudeltà dei giovani senza cercare di discernere in tale crudeltà elementi di autenticità. Una chiesa che ritiene che il suo scopo sia regolare la lunghezza dei capelli, della tonaca, della barba e della manica! Una chiesa che teme di parlare dei sacramenti che si celebrano sopra e davanti all’altare (il sacramento della comunione e il sacramento del matrimonio, ovvero della crocifissione sacrificale per amore dell’altro) e che poi consuma tutte le proprie forze in “scomuniche” allo scopo di imporre in ambito sociale e istituzionale il proprio modo di comportarsi, come se questo fosse una via obbligatoria per tutti, contraddicendo di nuovo il Cristo, che pone come condizione: “Se qualcuno vuol venire dietro a me…”. Invece di una chiesa piena di dinamismo, che interviene riempiendo di senso la vita quotidiana degli uomini, offrendo un risanamento delle passioni e mostrando una vera preoccupazione di amore per tutti.

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