Devo raccontarvi una storia...
di Rubem Alves
Un villaggio sperduto sulla costa danese, circondato da una gran solitudine e dal mistero del mare. Al centro della sua vita, la religione...
di Rubem Alves
Un villaggio sperduto sulla costa danese, circondato da una gran solitudine e dal mistero del mare. Al centro della sua vita, la religione...
di Rubem Alves
È come se, in quei quattordici anni, Babette si fosse nutrita di un cibo che non si trovava nel villaggio: un cibo assente, i suoi sogni...
di Luciano Manicardi
Gustare il buon cibo diviene gustare la compagnia, la comunione che si crea attorno alla tavola e al cibo condiviso. La parola “compagno” deriva da cum panis e indica la condivisione dello stesso cibo. Anche per la Bibbia l’amico è “colui che mangia con me lo stesso pane” (Sal 41,10). L’amicizia è condivisione del cibo. Il pranzo di Babette scioglie anche i sensi e sollecita l’eros
di Luciano Manicardi
Il gusto definisce il piacere di vivere. Si parla di visione del mondo, perché non parlare anche di degustazione del mondo?
di Luciano Manicardi
Naturale negli animali, il senso del buono e del cattivo è negli uomini legato alla cultura. I viaggiatori ben conoscono le variazioni etniche e regionali dei gusti.
di Luciano Manicardi
Il gusto esige di introdurre dentro di sé una particella del mondo. Suoni, odori e immagini hanno origine fuori di noi, mentre il sapore si sprigiona in noi.
di Luciano Manicardi
Per entrare nella dimensione spirituale insita nel mangiare occorre analizzare il gusto nella sua materialità. Se il gusto è la capacità di discernere i sapori degli alimenti, l’atto di mangiare è un atto sensoriale totale, che investe tutti i sensi.