Cercare la luce

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20 marzo 2026

Il brano di oggi comincia con una notazione di cammino: “Partiva da Gerico” (v. 46). Gerico è luogo di passaggio verso Gerusalemme, dove si compirà la passione di Gesù. In questo contesto si colloca la guarigione del cieco Bartimeo, quasi a indicare che, prima del mistero della croce, occorre imparare a vedere.

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Accogliere il sogno

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19 marzo 2026

Oggi ci destiamo con un sogno nel cuore, a volte dimentichiamo che è possibile ancora sognare e che i boati di guerra e le macerie della distruzione non possono impedircelo. Lo rendono più difficile e anche più raro, ma non impossibile. Stamani a immaginare il sogno ci accompagna Giuseppe, del quale oggi festeggiamo la memoria: in nessuno dei vangeli troviamo alcun suo dire.

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Un necessario attraversamento del vuoto

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18 marzo 2026

Due forze opposte traversano e travagliano tutto il racconto che abbiamo ascoltato. Due forze che creano una tensione palpabile nell’andamento del brano. Due forze opposte che trasmettono anche a noi questa tensione che ci risveglia dal nostro torpore: la tensione tra la libertà e la paura. La libertà di Gesù di fronte alla paura dei Dodici, che “erano sgomenti” (v. 32), e degli altri discepoli, che “erano impauriti” (v. 32). Espressioni dell’una e dell’altra traspaiono lungo tutto il brano; trapelano nelle parole, nei gesti e nei silenzi di Gesù, di Pietro e dei discepoli.

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Una mancanza da non saturare

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17 marzo 2026

Il nostro Vangelo lo si può leggere come un esempio di ciò che Gesù ha appena detto: “Chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino non entrerà in esso”. Infatti oggi ascoltiamo che un uomo chiede a Gesù cosa fare per guadagnare la vita eterna; domanda alla quale Gesù ha appena dato la risposta: nel Regno di Dio si entra solo come bambini, cioè gratuitamente, non per diritto, conquista o merito, ma accogliendolo come una grazia, questa che è la grazia delle grazie: la vita di comunione con Dio e con tutte le sue creature che Gesù ci dona.

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Giustizia e misericordia

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16 marzo 2026

Mi sono tornate alla mente queste parole di fronte al brano del Vangelo di oggi: il nostro Dio è giustizia e misericordia: giustizia che noi affermiamo e invochiamo di fronte agli eventi del mondo così provato; misericordia di cui abbiamo fatto esperienza diretta in tanti momenti della nostra vita.

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Una presenza che trasforma

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14 marzo 2026

Il vangelo di oggi raccoglie una serie di insegnamenti di Gesù dopo che per la seconda volta ha annunciato ai discepoli il suo destino di passione, morte e resurrezione (cf. Mc 9,31). I discepoli non capiscono, ci dice Marco, non chiedono spiegazioni e dimostrano che la loro incomprensione è radicale discutendo su chi debba essere il più grande (cf. Mc 9,32-34). 

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Nelle mani degli uomini

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13 marzo 2026

Per la seconda volta, Gesù preannuncia la sua passione: “Il Figlio dell’uomo è consegnato nelle mani degli uomini...”. Il modo in cui si esprime lascia intendere che per lui la sua consegna non si riduce al momento dell’arresto, ma è azione continua, che coincide con la sua vita consegnata agli uomini di cui è figlio. È in quanto figlio di quest’umanità che Gesù fin dall’inizio è consegnato da Dio come dono agli uomini con i quali condivide “carne e sangue”; una consegna a cui egli associa la propria volontà e a cui resta fedele, anche quando alla fine essa viene stravolta nella forma di una “consegna a tradimento” da parte degli stessi uomini che ne hanno ricevuto il dono senza riconoscerlo. 

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