Lascia o raddoppia?

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4 marzo 2026

Gesù ha proprio ragione: “A ciascun giorno basta la sua pena”! Pena che talvolta è un’inezia, buona per testare la nostra bravura nel generare una tempesta in un bicchiere d’acqua; talaltra (e per alcune persone fin troppo spesso) un peso che potrebbe schiacciarci. È in queste occasioni che ci facciamo un’idea della verità di un’altra affermazione del nostro Maestro: alla nostra vita non possiamo aggiungere, né togliere, un solo centimetro, un solo mese.

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Più ampio e luminoso

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3 marzo 2026

Due immagini: il tesoro, per il cuore, e la lampada, per l’occhio. Due detti riconducibili alla sapienza popolare, da collocarsi qui nella prospettiva del discorso della montagna che stiamo leggendo. Chiamati a “sovrabbondare” (cf. Mt 5,20), cerchiamo il “di più” evangelico che ci insegna a discernere ciò che non passa e ci fa trasparenti alla luce.

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Sovrabbondanza paradossale

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28 febbraio 2026

Ci fa bene ascoltare questa pagina evangelica in questo inizio del tempo quaresimale, tempo in cui rischiamo di vivere ogni tentativo di “custodire la propria vita in tutta purezza, cancellando in tali giorni santi anche tutte le negligenze commesse negli altri tempi” (Regola di Benedetto 49,3-4) come un puro esercizio di volontà. 

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Trappole e inciampi

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27 febbraio 2026

La parte centrale del vangelo che la liturgia ci fa meditare oggi, deve aver avuto un ruolo importante all’interno della redazione del testo dell’evangelista Matteo, tant’è vero che viene riproposta con delle varianti al capitolo 18. 
Nel linguaggio attuale la parola “scandalo” è legata al turbamento della morale pubblica, ma la storia di questo termine utilizzato da Gesù è più complessa.

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La giustizia sovrabbondante

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26 febbraio 2026

“Vi dico che se non abbonderà la vostra giustizia più degli scribi e dei farisei non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 5,20). Giustizia come nostro consenso all’agire di Dio, alla sua volontà; ricerca di conformarci al suo progetto di amore per ogni creatura. Giustizia che viene dalla fede non da un nostro volontarismo morale.

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Luce ilare e gentile

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25 febbraio 2026

Il brano segue immediatamente quello delle Beatitudini in uno stretto collegamento che li rende criterio di lettura l’uno dell’altro. L’insieme ci consegna una riflessione fondamentale: siamo chiamati alle beatitudini attraverso situazioni esistenziali “fragili”, in un decentramento dai noi stessi che è lotta, sforzo ma soprattutto garanzia: tutto avviene a causa di Gesù e a gloria del Padre (5,11.17), non solo come motivazione dell’agire del discepolo, ma grazie al sostegno del Signore stesso.

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