Obbedienza o ascesi?

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La beata Sincletica disse:
“Se siamo in un cenobio
dobbiamo preferire l’obbedienza all’ascesi,
perché questa insegna il disprezzo degli altri,
mentre quella professa l’umiltà”.

Quando si vive insieme ad altri (cenobio in greco vuol dire “vita comune”), bisogna preferire l’obbedienza all’ascesi, secondo il detto di Sincletica. Cosa può significare per noi, oggi, preferire l’obbedienza all’ascesi? Nelle nostre vite fatte di relazioni, è più importante porsi in ascolto dell’altro, di ciò che gli fa bene, di ciò che più profondamente desidera, e “fare dei passi” verso di lui. Obbedire a chi ci è accanto significa, radicalmente, impiegare tempo ed energie, sia mentali che fisiche, per stargli vicino in modo che si senta, insieme, amato e libero. Al contrario, preferire l’ascesi significa concentrarsi su di sé, perseguire i propri obiettivi, che magari sono anche alti, ma che sono individuali, che non tengono conto di un tessuto relazionale. L’esperienza di vita comune maturata da Sincletica nel corso degli anni la spinge ad affermare, con sicurezza, che la qualità di una vita insieme è accresciuta più dalla capacità di mettersi concretamente in ascolto degli altri, che dall’efficienza con cui ci dedichiamo ai nostri progetti.


Chi era Sincletica?

Sincletica nacque ad Alessandria d'Egitto, da una famiglia ricca, originaria della Macedonia. Rifiutò con risolutezza ogni proposta di matrimonio e, alla morte dei genitori, vendette tutti i beni che possedeva e si ritirò a vivere lontano dalla città, in solitudine, dedicandosi a una vita di preghiera e di lotta contro le proprie passioni. Presto molte giovani donne chiesero di condividere la vita monastica che lei aveva abbracciato. Dopo aver riflettuto sull'opportunità di accoglierle, acconsentì, facendosi loro vicina con sapienza e discernimento. Morì a 84 anni, dopo una lunga malattia, che Sincletica affrontò con forza, radicandosi sempre di più nella gioia profonda che le derivava dall'assiduità con cui leggeva e meditava le Scritture.

Cosa sono i detti dei padri del deserto?

I detti dei padri del deserto sono parole, trascritte dopo una lunga tradizione orale, pronunciate da uomini e donne che vivevano nel deserto egiziano tra il IV e il V secolo d.C., spesso in risposta a domande poste dai discepoli, giovani che desideravano abbracciare una vita di fede e di preghiera.