4 dicembre

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GIOVANNI DAMASCENO, Ocrida, affresco del 1295
GIOVANNI DAMASCENO, Ocrida, affresco del 1295

Giovanni Damasceno (ca 657-749)
padre della chiesa e monaco

Le chiese d'oriente e d'occidente fanno oggi memoria di Giovanni Damasceno, padre della chiesa e monaco. Egli nacque a Damasco nella seconda metà del VII secolo, in una famiglia di arabi cristiani, e ricevette alla nascita il nome di Mansur. Entrato, al seguito del padre, al servizio del califfo Omayyade di Damasco, nuova capitale dell'impero arabo, Mansur ricoprì a lungo l'incarico di amministratore califfale per la popolazione di religione cristiana. Attorno al 700, a causa dell'inasprirsi della politica musulmana verso i cristiani, egli fu costretto a lasciare il suo lavoro. Ma Mansur seppe fare delle improvvise avversità l'occasione per un'obbedienza radicale alla propria vocazione. Distribuiti tutti i suoi beni ai poveri, egli entrò nella laura di San Saba, nei pressi di Gerusalemme, assumendo il nome di Giovanni. Cominciava così per lui un'intensa vita di studio e di preghiera. Su richiesta del patriarca di Gerusalemme, Giovanni divenne predicatore presso il Santo Sepolcro, e fu uno dei principali difensori del culto delle immagini al tempo della polemica iconoclasta. Le affermazioni fondamentali del secondo concilio di Nicea (787), che chiusero l'epoca iconoclasta fondando la liceità del culto delle immagini sull'incarnazione del Verbo di Dio, sono ispirate in larga misura agli insegnamenti del Damasceno. Nella sua trilogia intitolata La fonte della conoscenza, Giovanni ha lasciato inoltre la prima sistematizzazione della teologia patristica di tradizione greca. Egli morì nel 749 e il suo corpo fu sepolto a San Saba.


TRACCE DI LETTURA

Il divino è ineffabile e incomprensibile. «Infatti nessuno conosce il Padre se non il Figlio, e nessuno conosce il Figlio se non il Padre». E anche lo Spirito santo conosce ciò che è di Dio, così come lo spirito dell'uomo conosce ciò che è nell'uomo. Nessuno ha mai conosciuto Dio, se non colui al quale egli stesso lo ha rivelato. Tuttavia Dio non ci ha abbandonato in un'ignoranza completa. Infatti la conoscenza di Dio è stata seminata da lui naturalmente in tutti. La stessa creazione, la sua conservazione e il governo di essa proclamano la grandezza della natura divina. E inoltre, dapprima per mezzo della Legge e dei Profeti, e poi per mezzo del suo Figlio unigenito, del Signore Dio e salvatore nostro Gesù Cristo, Dio ha rivelato la conoscenza di se stesso per quanto ci è accessibile. Perciò noi accogliamo, riconosciamo e veneriamo ciò che ci è stato tramandato per mezzo della Legge, dei Profeti, degli Apostoli e degli Evangelisti, non ricercando nulla al di là di queste cose.
(Giovanni Damasceno, La fede ortodossa 1,1)


PREGHIERA

Signore Dio,
accorda alla tua chiesa
di appoggiarsi ancora oggi
sull'insegnamento
dei maestri di sapienza e di verità
che tu hai suscitato in ogni tempo,
e concedi che la vera fede,
insegnata da Giovanni Damasceno
con gli scritti e con la vita,
sia nostra forza e nostra luce.
Per Cristo nostro Signore.


LETTURE BIBLICHE

2Tim 1,13-14; 2,1-3  Lc 6,43-45


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Giovanni Damasceno, monaco, maestro della fede
Nicholas Ferrar (+ 1637), diacono, fondatore della comunità di Little Gidding

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Giovanni Damasceno, presbitero e dottore della chiesa (calendario romano e ambrosiano)

COPTI ED ETIOPICI (25 hatūr/ ḫedār):
Mercurio (Abu-Saifain) (III-IV sec.), martire

LUTERANI:
Barbara (III-IV sec.), martire in Asia Minore

MARONITI:
Barbara di Eliopoli, martire
Giovanni Damasceno, monaco

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
(Le chiese appartenenti al patriarcato di Gerusalemme, di Mosca, di Serbia e di Georgia, e i monasteri del monte Athos che seguono il calendario giuliano anche per le feste a data fissa, celebrano oggi l'Ingresso nel Tempio della Madre di Dio)
Barbara, megalomartire
Giovanni Damasceno, ieromonaco

SIRO-OCCIDENTALI:
Barbara di Eliopoli e Giuliana di Nicomedia (+ ca 304), martiri

SIRO-ORIENTALI:
Barbara di Eliopoli, martire (Chiesa caldea)

VETEROCATTOLICI:
Barbara, vergine e martire