22 Febbraio

SAN PIETRO, dipinto di A. R. Mengs, 1767.
SAN PIETRO, dipinto di A. R. Mengs, 1767.

Cattedra di san Pietro apostolo

Il 22 febbraio gli antichi romani onoravano la memoria dei loro morti e mangiavano presso le loro tombe, attorno alla «cattedra» vuota riservata ai defunti per indicarne la presenza in mezzo ai familiari. Già nel 354 la Depositio martyrum, il più antico calendario della chiesa di Roma, testimonia la sostituzione di tale festa pagana con la memoria della cattedra di Pietro, cioè dell'inizio del suo episcopato romano. Più tardi furono celebrate due memorie della cattedra petrina: una il 18 gennaio, propria della Gallia e commemorante l'inizio del servizio episcopale di Pietro a Roma, e l'altra il 22 febbraio, memoria del suo ministero ad Antiochia.
Con la festa odierna, attualmente celebrata dalla sola chiesa cattolica, si è voluto mantenere anche per Pietro, come si è fatto per Paolo, una seconda memoria che ne ricorda la specifica missione nella chiesa. La commemorazione dell'episcopato romano dell'apostolo è così l'occasione per sottolineare da un lato il fondamento apostolico della chiesa di Roma, dall'altro il servizio di presidenza nella carità che l'antica tradizione ha riconosciuto a Pietro e ai suoi successori, siano essi tutti i vescovi, come interpreta l'ortodossia, siano invece i soli vescovi di Roma, secondo l'esegesi della Scrittura prevalsa in occidente.


TRACCE DI LETTURA

Il fondamento di ogni primato nella chiesa è Cristo. Ogni primato nell'umanità riscattata, prima di tutto del vescovo nella chiesa locale, ma anche del metropolita in mezzo ai suoi vescovi, del patriarca in mezzo ai suoi metropoliti, e infine del primo vescovo, quello di Roma, nella pentarchia ai tempi della chiesa indivisa, non è che un'immagine precaria, sempre bisognosa di essere purificata, del primato del Signore-Amore. Primato di servizio, fino alla testimonianza, se necessario, del sangue e della morte.
(O. Clément, Roma diversamente)


PREGHIERA

Concedi, Dio onnipotente,
che tra gli sconvolgimenti del mondo
non si turbi la tua chiesa,
che hai fondato sulla roccia
con la professione di fede dell'apostolo Pietro.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


LETTURE BIBLICHE
1P 5,1-4; Mt 16,13-19


MARGHERITA DA CORTONA, particolare della pala d'altare.
MARGHERITA DA CORTONA, particolare della pala d'altare.
Margherita da Cortona
(1247-1297)
testimone

Il 22 febbraio del 1297 conclude i suoi giorni terreni Margherita da Cortona, terziaria francescana. Nata nel 1247 a Laviano, sul lago Trasimeno, Margherita rimase presto orfana di madre. A disagio con la propria matrigna, essa fuggì, appena sedicenne, nel castello del conte Arsenio di Montepulciano, con il quale visse per dieci anni. Quando l'uomo che amava incontrò precocemente la morte durante una partita di caccia, Margherita fu respinta sia dalla propria famiglia sia da quella di Arsenio. Abbandonata da tutti e con un figlio da allevare, nato dalla relazione con il nobile toscano, la giovane fu accolta da due nobildonne di Cortona, che la indirizzarono ai frati minori, presso i quali trascorrerà gran parte della sua vita. Aiutata dai francescani, Margherita segnò a sua volta profondamente la loro spiritualità con una vita di grande austerità e di totale dedizione agli ultimi. Donna di grande carità e mistica della passione di Cristo, da cui attingeva la forza per amare, Margherita fu all'origine di innumerevoli iniziative a favore di poveri e ammalati, nei quali non si stancò mai di cercare il volto del suo Signore. Essa si spense all'età di cinquant'anni in una piccola cella nella rocca sovrastante Cortona, delusa dalle decisioni dei capitoli francescani che ormai si allontanavano dal rigore degli inizi, ma ritenuta da tutti un modello di vita evangelica.


TRACCE DI LETTURA

Il Signore le disse in visione: «Cosa domandi di me, Margherita, martire mia?». «Signore mio, perché mi chiami martire, quando io non ho patito per amor tuo nulla di aspro?». Il Signore le rispose: «Il tuo martirio è il timore che hai di perdermi e di offendere me, tuo Creatore; ma io ti dico che sei la nuova luce data a questo mondo e illuminata da me». A queste parole l'umile Margherita esclamò: «Signore, scenda su di me la tua misericordia, perché non sia tenebra in questo mondo, ma fa' che io risplenda della tua luce, tu che sei la mia luce». E il Signore a lei: «Non è forse vero, figlia mia, che tu per amor mio ti sei privata di ogni gioia della terra? E che per amore mio sei pronta ad affrontare ogni sofferenza? Non racchiudi forse nel tuo cuore, per amore mio, tutti i poveri del mondo?».
(fra' Giunta Bevignati, Leggenda di Margherita da Cortona 10,16)


PREGHIERA

O Dio,
che non vuoi la morte del peccatore
ma la sua conversione,
come hai richiamato santa Margherita
dalla via della perdizione a quella della salvezza,
concedi anche a noi
di liberarci dalle catene del peccato
per dedicarci totalmente al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


LETTURE BIBLICHE
Ez 18,21-23.27-28; Lc 15,1-10


LE CHIESE RICORDANO...

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Cattedra di Pietro, apostolo

COPTI ED ETIOPICI (14 amšīr/yakkātit):
Severo di Antiochia (+ 538), vescovo (Chiesa copto-ortodossa)

LUTERANI:
Bartholomäus Ziegenbalg (+ 1719), evangelizzatore in India

MARONITI:
Cattedra di Pietro ad Antiochia

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Ritrovamento delle reliquie dei santi martiri nel quartiere di Eugenio a Costantinopoli (395-408)
Ritrovamento delle reliquie di Innocenzo di Irkutsk (1805) (Chiesa russa)

SIRO-OCCIDENTALI:
Cattedra di Pietro ad Antiochia