Una mancanza da non saturare

Dettaglio della parete esterna del Battistero di Biella
Dettaglio della parete esterna del Battistero di Biella

17 marzo 2026

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 10,17-27 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, 17mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».


Il nostro Vangelo lo si può leggere come un esempio di ciò che Gesù ha appena detto: “Chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino non entrerà in esso”. Infatti oggi ascoltiamo che un uomo chiede a Gesù cosa fare per guadagnare la vita eterna; domanda alla quale Gesù ha appena dato la risposta: nel Regno di Dio si entra solo come bambini, cioè gratuitamente, non per diritto, conquista o merito, ma accogliendolo come una grazia, questa che è la grazia delle grazie: la vita di comunione con Dio e con tutte le sue creature che Gesù ci dona.

E dopo, a commento del fatto che quell’uomo, nonostante il suo desiderio di Dio, e nonostante Gesù lo abbia guardato e amato come solo lui sa fare, se ne vada triste, Gesù dice ai suoi discepoli quella frase bellissima, ironica e tremenda insieme: “È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli”. Ironica, e giusta, quando la pensiamo solo per coloro che noi riteniamo ricchi, sentendocene esonerati. Tremenda quando capiamo che anche noi siamo ricchi di tante cose che non vogliamo condividere, noi che pur sappiamo che Gesù, per arricchirci, si è fatto povero (cf. 2Cor 8,9).

Al che, sbigottiti come noi, i suoi discepoli dicono a Gesù: “E chi potrà essere salvato?” E allora Gesù risponde loro con una parola che è una sintesi delle Scritture: “È impossibile a voi ma non a Dio, perché tutto è possibile a Dio”. La salvezza, l’entrare nel Regno di Dio, è per tutti dono di Dio, del tutto gratuito ed eterno in ogni nuovo oggi. Per questo solo quelli che sono come i bambini, che non immaginano neppure di poterselo guadagnare, sanno accogliere la totale gratuità del dono di Dio: l’essere accolti solo per il suo amore. La parola “tutto è possibile a Dio” la ritroviamo in punti capitali della storia della rivelazione di Dio: quando parla ad Abramo, a Maria di Nazareth, e oggi a ognuno di noi che scopre di essere desiderato e chiamato nel Regno di Dio per il solo amore di Dio.

E i comandamenti di Dio, che quell’uomo pensava fossero mezzi per guadagnarsi la vita eterna, Gesù ci ha rivelato che sono invece le parole di vita eterna che Dio ci ha donato e continua a donarci per vivere con lui nella memoria delle sue opere meravigliose. Perché testimoniano l’assoluta gratuità dell’amore di Dio che ci ha creati per farci vivere nella libertà di figli suoi. 

Mentre, come ci fa intendere Gesù, i troppi beni di quell’uomo gli hanno tolto la libertà di seguire il suo desiderio.

Dunque, mentre i comandamenti sono la via per vivere nella libertà anche da noi stessi, i tanti beni sono al contrario un seppellimento del desiderio profondo del cuore.

Infatti Gesù gli propone di liberarsi, condividendoli coi poveri, dai tanti beni che lo otturano. Gli suggerisce di liberarsi dalla saturazione di tutto e di ritrovare in sé la mancanza, ciò che è la fonte in noi del desiderio: di comunione con Dio e con gli altri. Va’, gli dice, a liberarti dalla tua mania di saturarti coi beni e col sentirti giusto! 

Il vangelo oggi ci mostra che Gesù è riconoscibile come dono di Dio, come il Dio che si dona, per chi sa di mancare dell’essenziale, e non ci nasconde che la verità umana ha al suo cuore un mancare dolente, inesorabile e inguaribile, ma che è la fonte salvifica del desiderio per cui solo l’amore è adeguato. 

sorella Maria