Amore profuso come profumo

Foto di Adrien Olichon su Unsplash
Foto di Adrien Olichon su Unsplash

31 marzo 2026

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 26,1-16 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, 1Gesù disse ai suoi discepoli: 2«Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell'uomo sarà consegnato per essere crocifisso».
3Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, 4e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. 5Dicevano però: «Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo». 
6Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, 7gli si avvicinò una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre egli stava a tavola. 8I discepoli, vedendo ciò, si sdegnarono e dissero: «Perché questo spreco? 9Si poteva venderlo per molto denaro e darlo ai poveri!». 10Ma Gesù se ne accorse e disse loro: «Perché infastidite questa donna? Ella ha compiuto un'azione buona verso di me. 11I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me. 12Versando questo profumo sul mio corpo, lei lo ha fatto in vista della mia sepoltura. 13In verità io vi dico: dovunque sarà annunciato questo Vangelo, nel mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche ciò che ella ha fatto».
14Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti 15e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. 16Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.


In questa settimana santa, attraverso le Scritture, siamo invitati a percorrere il cammino con Gesù: lo accompagneremo negli eventi drammatici della sua passione. 

Nella pericope precedente Gesù conclude i suoi discorsi nei quali si è identificato più che mai con i poveri della terra, gli affamati, gli assetati, i malati, i prigionieri ecc., annunciando l’imminenza di quello che lo aspetta a Gerusalemme: “Il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso.” L’orrore. 

In piena consapevolezza, egli non fugge, ma fa una pausa da un amico, Simone. E in questa casa succede una cosa sorprendente. Una donna, non sappiamo chi è, e neanche Gesù la chiama con il suo nome, si atteggia come profetessa e fa un gesto di cui solo Gesù capisce il valore. Lei resta silenziosa, non si difende neanche davanti allo sdegno dei discepoli. Non c’è niente da giustificare o da spiegare a quelli che hanno occhi ma non vedono il vero significato di quel gesto che è considerato come uno spreco. Invece il suo silenzio e il suo gesto accolti da Gesù sono come segni di una complicità tra di loro. 

Gesù si lascia toccare dalla sovrabbondanza del profumo prezioso, perché sa cogliere cos’è l’amore sovrabbondante e senza prezzo del Padre per noi tutti. Questo amore appunto lo spinge e lo sostiene nella sua scelta di testimoniarcelo. Questa donna non aveva parole per dirgli la sua riconoscenza, il suo amore. Aveva capito, aveva capito profondamente e con empatia, nella sua intuizione profetica, cosa Gesù stava per affrontare e voleva a tutti i costi indicarlo. Per lei più niente aveva valore, se non la vita di Gesù pronto a morire per amore. 

I discepoli fanno fatica a seguire Gesù nel suo percorso, subiscono la decisione di Gesù, sono già paralizzati dalla paura, sono impossibilitati a partecipare interiormente. Restano superficiali, attaccati ai loro schemi mentali per salvarsi dall’angoscia. Ben presto li troveremo addormentati, senza la capacità di vegliare con Gesù.

La donna invece affronta l’angoscia, non pensa più a sé, ma alla presenza di Gesù, al suo corpo, alle sue ultime ore di vita. È con Gesù, non piange per il proprio dolore, ma lascia come segno per il mondo intero e le generazioni future, la fragranza del profumo senza prezzo della vita di Gesù.

Lui ha percepito tutto questo e acconsente di cuore a questa donna. Contro il mormorio dei discepoli, certamente sbalorditi nella loro sordità di uomini che hanno orecchi ma non ascoltano, Gesù spiega il senso di questo gesto profetico. “I poveri li avete sempre con voi, ma non sempre avete me!”. “Ella ha compiuto un'azione buona, versando questo profumo sul mio corpo, lei lo ha fatto in vista della mia sepoltura”. Ribadisce con audacia quello che loro non vogliono sentire e pertanto non possono capire. Invece questa donna è posta come modello per i discepoli, una discepola capace di accogliere in anticipo il senso della croce.

Ma per questi uomini la realtà cruda diviene insostenibile e Giuda è fuori di sé. Non ci sta, non ci può stare. In questa settimana santa siamo chiamati a starci e a contemplare l’azione di Dio testimoniata dal Figlio, che sulla croce effonderà lo Spirito santo, profumo di Dio per noi e resurrezione di vita.

sorella Sylvie