Cerco di scendere nel cuore delle cose non ancora nate
Paul Klee, Villa R, olio su tela, 1919, 26.5 cm × 22.4 cm, Kunstmuseum Basel, Basilea,
scelto per la copertina del libro Sono un sogno di Dio di Fernando Pessoa.
Nel quadro i ricordi di Klee della bellezza del paesaggio dalla sua finestra affiorano tutti assieme nello stesso momento. In alto due piccole tendine che ricordano la finestra della pensione e anche il sipario del teatro San Carlo, che Klee visiterà per andare a vedere alcuni spettacoli. Il riferimento è anche alla teatralità della città stessa.
Distruggere le false immagini
Max Ernst, La Vergine che castiga Gesù bambino davanti a tre testimoni: André Breton, Paul Éluard e l’autore, 1926, olio su tela, 196 x 130 cm, Colonia, Museum Ludwig
scelto per la copertina del libro Contro la religione di Christos Yannaras.
Il lavoro di Ernst ha suscitato scandalo quando fu presentato. All'interno del surrealismo la ricerca dell’eccentrico è sempre stata una regola di base, ma in questo caso l’estro si Ernst aveva toccato un tasto difficile da battere.
Opportunità di perturbante bellezza
Alberto Burri, Grande Cretto nero, 1978, Museo di Capodimonte, Napoli
scelto per la copertina del libro Fragilità di Luciano Manicardi.
Alberto Burri è stato un grande sperimentatore della materia pittorica. È riuscito lungo anni di lavoro artistico a far sì che il materiale delle opere d’arte comunicasse qualcosa all’osservatore al di là della rappresentazione. Ora non è valida solo la domanda: “Che cosa rappresenta”, ma anche: “Il materiale che cosa mi racconta?”.
La cura delle parole - manifesto
Intervista a Roberto Mancini
La lettura è un luogo vivo di incontro, di apprendimento, di creatività, di nutrimento della coscienza e della ragione, del cuore e dell’anima. Come potrebbe diventare obsoleta? Oggi il suo valore è persino maggiore, perché le dinamiche di dispersione della coscienza umana sono diventate più pressanti, subdole e insidiose. La possibilità della coltivazione del pensiero critico, della meditazione, della contemplazione dei significati di ogni cosa, del dialogo con i testi e anche del confronto con se stessi è un dono raro.
Un incontro che cambia la vita
Arriva il calzolaio alla cappella che c’è alla curva, e guarda, proprio dietro alla cappella c’è qualcosa di bianco. Stava già facendo buio. Ci guarda meglio, il calzolaio, e però non riesce lo stesso a distinguere cos’è. “Sarà una bestia? Ma non somiglia mica a una bestia. Di testa somiglia a una persona, ma come mai è bianco? E che ci fa una persona qua?”.
Continuare a camminare
Così come per la fine dei tempi, l’arrivo di ciò che verrà sfugge a ogni previsione (cf. Lc 17,23-24). Sarà “come nei giorni di Noè” (Lc 17,26), “nei giorni di Lot” (v. 28): una rovinosa immediatezza di presenza. Da qui dunque l’importanza di essere sempre pronti, di essere cauti con i legami, di praticare la difficile ascesi del non indugiare.
In bilico tra nascita e morte
Se devo essere sincero non cerco più Dio. Da tempo. L’ho cercato. Ne ho spiato le mosse. L’ho atteso. Ho sperato in lui, “con cuore fiero e sguardo ambizioso” (cf. Sal 131,1). L’ho rincorso passando da un libro all’altro, dalle sessioni ai ritiri, dai metodi alle ricette. In realtà cercavo “cose grandi” e “meraviglie più alte di me” (Sal 131,1). Mi sono stancato. I miei occhi si sono logorati. Ora non lo cerco più.