Vangelo del giorno
5 novembre 2026
Queste due parabole le conosciamo bene e precedono la parabola del figlio prodigo. Gesù ci racconta con immagini quotidiane l’amore del Padre per noi. Anche se c’è qualcosa che eccede il quotidiano e l’ordinario, come nella parabola del seminatore, che esce a seminare in maniera larga e traboccante, quasi fosse cieco e non guardasse dove il getta seme e ne spreca-regala molto, qui il pastore lascia le novantanove pecore per cercare quell’unica smarrita.
Vangelo della domenica
1 novembre 2026
Matteo 5,1-12a (Ap 7,2-4.9-14; 1 Gv 3,1-3)
Solennità di Tutti i Santi
di fratel Luigi
La santità non è isolamento o impeccabile perfezione, ma l’audacia di abbattere ogni barriera per amare. Nelle Beatitudini, Gesù non propone una dottrina astratta, ma consegna il segreto della sua stessa gioia: una vita vissuta a mani vuote. Essere santi significa riscoprirsi mendicanti amati, capaci di trovare la gioia nell’ascolto di una Presenza: riconoscersi poveri diventa così l’unico grembo possibile per fare spazio all’abbraccio misericordioso di Dio.