13 giugno 2026
Il vangelo di oggi fa parte del lungo discorso che Gesù rivolge ai suoi discepoli dopo la lavanda dei piedi e il tradimento di Giuda Iscariota. Gesù annuncia l’avvicinarsi della sua glorificazione, la sua passione, morte e resurrezione e vuole rassicurare i discepoli che la comunione con loro non verrà meno.
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12 giugno 2026
Nel suo insegnamento sulla preghiera Gesù insiste sulla fiducia nel chiedere, e sul dovere di farlo continuamente, “senza stancarsi”. La nostra esperienza ci dice che è solo in un rapporto di piena fiducia e davanti a una persona dalla quale ci sappiamo amati senza riserve, che possiamo osare di porre ogni tipo di domanda, senza timore di far brutte figure, di essere ridicolizzati o giudicati. La fiducia ha la meglio sull’imbarazzo e sul timore di chiedere. Per Gesù anche con Dio, il Padre, è così. Ce lo dicono questi insegnamenti sulla preghiera che fanno da contesto alla consegna del Padre nostro ai discepoli (cf. Lc 11,1-4).
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11 giugno 2026
Nei versetti immediatamente precedenti il passo evangelico odierno Gesù ha compiuto gesti simbolici e pronunciato parole profetiche circa un albero di fico e il tempio di Gerusalemme. All’albero che non aveva frutti Gesù si è rivolto dicendo “Nessuno mai più in eterno mangi frutto da te” e nel Tempio ha scacciato chi vendeva e comprava gli animali per i sacrifici, e ha rovesciato i tavoli dei cambiamonete, accompagnando questi gesti con la parole che denunciavano la trasformazione blasfema della “casa di preghiera per tutte le genti” in “covo di ladri”.
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10 giugno 2026
Ha detto papa Francesco: “Chiedere, supplicare. Questo è molto umano ... A volte noi possiamo credere di non aver bisogno di nulla, di bastare a noi stessi e di vivere nell’autosufficienza più completa. A volte succede questo! L’essere umano è un’invocazione, che a volte diventa grido, spesso trattenuto ... A volte sembra che tutto crolli, che la vita vissuta finora sia stata vana. E in queste situazioni apparentemente senza sbocchi c’è un’unica via di uscita, il grido, la preghiera: ‘Signore, aiutami!’. La preghiera apre squarci di luce nelle tenebre più fitte.
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