A scuola da un albero

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27 maggio 2026

Gesù, amante e lettore attento della natura, diceva allora e dice adesso a noi questa parabola, paragonandoci a un albero di fichi.
Il suo tronco con i suoi rami equivale al nostro corpo, il suo portare o meno frutti corrisponde al nostro essere ricchi di fecondità o sterili, le sue radici nascoste, sotto terra, rimandano alla nostra radice invisibile, biblicamente il cuore, dove affondano i nostri pensieri, i nostri sentimenti, i nostri voleri, i nostri desideri.

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Amare e lasciarci amare

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26 maggio 2026

Vivere nell’inconsapevolezza sino a quando un evento perentorio e apparentemente improvviso apre gli occhi: è quel che succede nella parabola. È quel che è accaduto con l’invasione dell’Ucraina: la guerra smette di essere un fenomeno che riguarda terre lontane, ci tocca da vicino, ci vede addirittura coinvolti direttamente. È quel che accade a Gaza: tutte le contraddizioni del nostro mondo occidentale, tutte le ipocrisie, le complicità nostre vengono a galla. 

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Siamo capaci di vivere il silenzio senza soffocarlo?

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4 aprile 2026

Oggi, sabato santo, il silenzio si espande sugli avvenimenti che abbiamo celebrato nelle liturgie dei giorni scorsi. Gesù è stato crocifisso e sepolto. I suoi discepoli sono scappati, qualcuno di loro ha compiuto gli ultimi gesti che si fanno verso un morto: Giuseppe di Arimatea si è preoccupato della sua sepoltura e alcune donne discepole stanno preparandosi ad andare alla tomba per piangere il loro Signore.

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