Perdono: non dimenticare il volto dell’altro
23 marzo 2026
Il brano del vangelo odierno svela Gesù come vero Re Messia al cuore della città di David, il tempio di Gerusalemme.
Il brano del vangelo odierno svela Gesù come vero Re Messia al cuore della città di David, il tempio di Gerusalemme.
Mentre ci avviciniamo sempre più alla settimana santa e alla celebrazione del mistero pasquale seguiamo Gesù, entrato a Gerusalemme in modo solenne e drammatico al tempo stesso. Questi testi ci consegnano gesti e parole dure che ci obbligano a confrontarci con la nostra perenne mancanza di fede. La fede è il criterio per comprendere ciò che accade, come dice Gesù spiegando l’evento del fico seccato.
Il brano di oggi comincia con una notazione di cammino: “Partiva da Gerico” (v. 46). Gerico è luogo di passaggio verso Gerusalemme, dove si compirà la passione di Gesù. In questo contesto si colloca la guarigione del cieco Bartimeo, quasi a indicare che, prima del mistero della croce, occorre imparare a vedere.
Due forze opposte traversano e travagliano tutto il racconto che abbiamo ascoltato. Due forze che creano una tensione palpabile nell’andamento del brano. Due forze opposte che trasmettono anche a noi questa tensione che ci risveglia dal nostro torpore: la tensione tra la libertà e la paura. La libertà di Gesù di fronte alla paura dei Dodici, che “erano sgomenti” (v. 32), e degli altri discepoli, che “erano impauriti” (v. 32). Espressioni dell’una e dell’altra traspaiono lungo tutto il brano; trapelano nelle parole, nei gesti e nei silenzi di Gesù, di Pietro e dei discepoli.
Oggi ci destiamo con un sogno nel cuore, a volte dimentichiamo che è possibile ancora sognare e che i boati di guerra e le macerie della distruzione non possono impedircelo. Lo rendono più difficile e anche più raro, ma non impossibile. Stamani a immaginare il sogno ci accompagna Giuseppe, del quale oggi festeggiamo la memoria: in nessuno dei vangeli troviamo alcun suo dire.