Il tempo e lo spazio complessi in cui ci troviamo a vivere, fatti di confini sempre meno definiti, di migrazioni, di viaggi, di persone che per mille ragioni si trovano a vivere la condizione di stranieri o di ospiti, ci stimolano a riflettere sulle dimensioni dell’accoglienza e dell’ospitalità, praticate da sempre in tutte le culture. Conosceremo, attraverso la lettura di alcuni passi della Bibbia, qualcosa di più sulla figura dello straniero, del pellegrino, del viandante. Testi per riflettere, per interrogarsi, per vivere bene e non avere paura di confrontarsi con una realtà sempre più complessa e plurale.
Condividere tutto
Condividere tutto, dalla cura per la casa ai progetti futuri, pur mantenendo le rispettive identità, amicizie, passioni.
Ogni patria è terra straniera
Quale vita i cristiani vivono nel mondo? E cosa significa che “ogni terra straniera è per loro patria e ogni patria terra straniera”?
“Ama... perché anche tu sei stato straniero” - Deuteronomio
Il fatto di aver vissuto da stranieri sembra quasi il presupposto che abilita ad amare chi ora si trova nella medesima condizione. Una situazione, ieri vissuta e oggi ricordata, di precarietà e di bisogno diventa opportunità e, insieme, capacità di agire in favore del bene di altri. Diventa un punto di forza. In che senso?
“Non passare oltre senza fermarti” - Le Querce di Mamre
Nella storia di Abramo Dio appare tre o quattro volte, per trasmettere una benedizione, una promessa o un comando, mai però per lasciarsi vedere. L’episodio raccontato al capitolo 18 di Genesi fa eccezione: i tre forestieri incarnano una presenza divina che, in un primo momento, non sembra avere nessuna comunicazione da fare ad Abramo. Gli ospiti si ristorano, pranzano, e solo alla fine di un incontro che si è svolto come qualsiasi altro incontro umano recano ad Abramo e Sara, coniugi ormai anziani, la buona notizia della nascita di un figlio.