Comunicato stampa del 31 agosto 2018

Il vangelo chiede la vigilanza sui pensieri e le inclinazioni del proprio cuore. Il discernimento è quell’operazione personalissima e liberante che permette il riconoscimento della vocazione unica di ogni persona. La tradizione della chiesa antica e la spiritualità dell’oriente cristiano offrono un orientamento per la ricerca di senso che abita l’uomo contemporaneo. I lavori del convegno si sforzeranno di scoprire le diverse scuole del discernimento spirituale, le profonde convergenze e le numerose sfaccettature che lo caratterizzano.

 

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XXVI Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa
DISCERNIMENTO E VITA CRISTIANA
Monastero di Bose, 5-8 settembre 2018
in collaborazione con le Chiese ortodosse

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Il corpo riceve luce dai due occhi sensibili, mentre gli occhi del cuore sono illuminati dal discernimento (Giovanni Climaco)


COMUNICATO STAMPA DEL 31 AGOSTO 2018

La XXVI edizione del Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa, organizzato dalla comunità monastica di Bose in collaborazione con le Chiese ortodosse, è dedicata a “discernimento e vita cristiana” e si terrà dal 5 all’8 settembre 2018 presso il monastero di Bose.

Il vangelo chiede la vigilanza sui pensieri e le inclinazioni del proprio cuore. Il discernimento è quell’operazione personalissima e liberante che permette il riconoscimento della vocazione unica di ogni persona. La tradizione della chiesa antica e la spiritualità dell’oriente cristiano offrono un orientamento per la ricerca di senso che abita l’uomo contemporaneo. I lavori del convegno si sforzeranno di scoprire le diverse scuole del discernimento spirituale, le profonde convergenze e le numerose sfaccettature che lo caratterizzano.

L’operazione del discernimento riveste anche una dimensione collettiva. Ogni comunità cristiana e ogni chiesa locale sono invitate a discernere i “segni dei tempi”, contemperando rinnovamento e fedeltà al “deposito della fede”. Il convegno intende indagare specifiche dinamiche di discernimento comunitario ed ecclesiale nella storia monastica e in quella delle Chiese. Esse potranno offrire criteri e strumenti spirituali per superare i momenti di angoscia e smarrimento e diffondere la “gioia della salvezza”. Il discernimento ecclesiale e personale è così al servizio della vita nuova in Cristo Gesù, donata a tutta l’umanità amata da Dio.

I discorsi di apertura di Enzo Bianchi, fondatore del Monastero di Bose e presidente del comitato scientifico, e del vescovo Irinej di Sacramento (Chiesa Ortodossa Russa fuori della Russia) fungeranno da porte d’ingresso per i vari cammini che si intrecceranno nel corso del convegno. Fr. Enzo introdurrà infatti le dimensioni biblica e storia del discernimento commentando l’invito evangelico a discernere i segni dei tempi, mentre il vescovo Irinej aprirà quella patristica e quella ecclesiologica parlando del discernimento ecclesiale in Ireneo da Lione.

Queste vie saranno poi sviluppate dai molti esperti che interverranno: il vescovo Maxim della diocesi serba dell’America occidentale, Filotej Artjušin (Accademia teologica, Mosca), Patriciu Vlaicu (Università “Babeş-Bolyai”, Cluj-Napoca), Karekin Hambardzumyan (Etchmiadzin), Vassiliki Stathokosta (National and Kapodistrian University of Athens), John Erickson (Istituto teologico “St. Vladimir”, Crestwood NY), Michel Van Parys (Monastero di Chevetogne), Alexandr Mramornov (Spasskoe Delo, Mosca), Daniela Kalkanjieva (Università “St. Clemente di Ocrida, Sofia), Porfyrios Giorgi (Università di Balamand), Paul Gavrilyuk (Università “St. Thomas”, St. Paul MN), Sebastian Brock (Università di Oxford), Alexej Fokin (Accademia delle scienze russa, Mosca), Kyriaki Fitzgerald (Scuola teologica “Holy cross”, Brookline MA), Irina Paert (Università di Tartu), Theodosios Martzouchos (Preveza), John Chryssavgis (Patriarcato ecumenico), Hervé Legrand (Institut Catholique, Parigi), John Behr (Istituto teologico “St. Vladimir”, Crestwood NY).

Numerose le delegazioni delle Chiese. Saranno presenti i rappresentanti del patriarca ecumenico di Costantinopoli (arch. Athenagoras Fasiolo); del patriarca di Alessandria e di tutta l’Africa Serafim di Zimbabwe e Angola; del patriarca di Antiochia (p. Porfyrios Giorgi). La delegazione del patriarcato di Mosca è composta dal vescovo Mitrofan di Severomorsk e da p. Aleksej (Dikarev). La Chiesa ortodossa ucraina è rappresentata dall’arcivescovo Filaret di Leopoli e dai padriAleksandr Savych e Andrej Nalivajko; la Chiesa Ortodossa Russa fuori della Russia dal vescovo Irenej di Sacramento. La Chiesa ortodossa serba sarà rappresentata dai vescovi Nikodim di Dalmatia e Maxim dell’America Occidentale; la Chiesa ortodossa romena dal vescovo Atanasie di Bogdania, vicario per la diocesi ortodossa romena in Italia; la Chiesa ortodossa bulgara da p. Stefan Palikarov; la Chiesa di Albania dal vescovo Asti di Bylis. Per la Chiesa ortodossa in America sarà presente l’arcivescovoMelchisedek di Pittsburgh.

La Chiesa d’Inghilterra sarà rappresentata dal vescovo John Stroyan di Warwick, delegato dell’arcivescovo di Canterbury Justin Welby.

Per la Chiesa Cattolica saranno presenti al Convegno i vescovi Gabriele Mana, ordinario del luogo, Antonio Mennini della Segreteria di Stato di Sua Santità, Derio Olivero di Pinerolo, Marcello Semeraro di Albano, Marco Arnolfo di Vercelli, Luciano Pacomio, vescovo emerito di Mondovì, Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, il cardinale Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino, p. Hyacinthe Destivelle, rappresentante del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il Dialogo della CEI. Il dottor Michel Nseir rappresenterà il Consiglio ecumenico delle Chiese.

Il Convegno sarà occasione di incontro anche per diversi monaci di Oriente e di Occidente, che condividono la ricca tradizione dei padri del monachesimo sul tema del discernimento.

Nel corso dei lavori sarà presentato il volume Dono dell’ospitalità (Qiqajon 2018), che raccoglie gli atti del Convegno dello scorso anno.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

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