Mangiare nella Bibbia (1)
Nel mangiare biblico vanno notati due elementi indistinguibili nel senso che ognuno sconfina nell'altro: sono il godere e il celebrare, e l'uno non esiste senza l'altro.
Nel mangiare biblico vanno notati due elementi indistinguibili nel senso che ognuno sconfina nell'altro: sono il godere e il celebrare, e l'uno non esiste senza l'altro.
Ma - dirà forse il lettore spazientito - come deve essere, dunque, un banchetto onde riunisca le condizioni che occorrono per spingere al supremo grado di piacere della tavola? Rispondo subito a tale domanda; lettori raccoglietevi e fate attenzione
Il maggior successo l'hanno avuto i prodotti del monastero di Bose: dalle marmellate alle pere caramellate alla tipica mostarda “cougna”.
Il momento più importante dell'umanità è quando alla fine della giornata la famiglia, grande o piccola, si siede a tavola per godere di una esperienza semplice della vita come mangiare qualcosa che è stato fatto con amore, qualcosa che ha una storia alle spalle.
La Repubblica, 14 dicembre 2014
Tra i lasciti che nel mondo contadino una generazione trasmetteva all’altra come beni preziosi vi erano due elementi molto concreti e al tempo stesso fortemente simbolici: gli uomini consegnavano ai figli la “madre” dell’aceto, il fermento che trasforma in sapore intenso l’evanescenza del vino; le donne trasmettevano alle figlie la pasta “madre”
Dalla produzione di una manciata di vasetti di conserve che negli Anni 80 gli habitué buongustai in pellegrinaggio comperavano direttamente a Magnano, il monastero è passato all'attività di e-commerce.
In una società in cui “si conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna”, anche una fatica e una gioia umana antichissima come quella della vendemmia rischia di essere ridotta a cifre: ettolitri di vino prodotto, gradazione media, bilanci e aspettative dei mercati, prezzi delle bottiglie di annata...