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Alcuni grandi personaggi della Bibbia. Uomini e donne – per lo più giovani o molto giovani nel momento in cui li osserviamo – che hanno osato rispondere, ciascuno a modo suo, a una precisa chiamata, da loro riconosciuta come chiamata alla vita.

Un cuore che ascolta

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Maria e Gesù dodicenne

La parola di Dio, contenuta principalmente nelle Scritture, è una parola che non ci conferma in quello che già pensavamo e sapevamo. È una parola viva. Una parola che sul momento non si comprende, e che tuttavia si percepisce importante custodire nel cuore.

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Obbedire a chi?

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I tre giovani del libro di Daniele

I tre giovani vedono oltre ciò che è artificioso (adorazione di una statua), perché nutrono un desiderio profondo di autenticità, verità e trasparenza. Non obbediscono al comando del re, forse memori che "i comandi del Signore rallegrano il cuore, la volontà del Signore è luminosa, dà trasparenza allo sguardo" (Sal 19B,9), e che vi è "grande pace per gli amanti del tuo insegnamento: in essi non c'è contraddizione" (Sal 119,165).

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Rut – “Dove andrai tu, verrò anch’io”

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Dal libro di Rut, un breve racconto, emerge un quadro della società di Israele coerente con quanto si legge in altre parti della Scrittura per quel che riguarda, ad esempio, la situazione sociale ed economica di persone poste in una situazione di svantaggio: donne, straniere, vedove. Si vede con chiarezza che due donne, Rut e la suocera Noemi, appaiono senza futuro in una società patriarcale. La legge che dovrebbe intervenire per sanare una situazione di disparità sociale viene citata, ma in maniera imprecisa, confusa, approssimativa.

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Geremia, servo della Parola

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Il libro di Geremia, il più lungo di tutta la Bibbia, è una collezione di testi che riguardano gli eventi dopo la caduta di Gerusalemme, nel 587 a.C., ed è una testimonianza di come Israele sia sopravvissuto a un evento politico catastrofico. L’intenso lavoro di riflessione sulla propria sconfitta e le cause che l’hanno generata ha portato al superamento di idee e atteggiamenti illusori e dannosi.

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Perché ha molto amato

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Una donna, probabilmente una giovane donna, definita da Luca come “una peccatrice di quella città” (Lc 7,37), viene a sapere che Gesù è ospite a pranzo a casa del fariseo Simone. Si procura un vasetto di alabastro pieno di profumo e si reca al banchetto, che possiamo immaginare composto di soli uomini, legati da ruoli e interessi comuni, probabilmente farisei come Simone.
Con audacia lei entra, si rannicchia ai piedi di Gesù e, piangendo, li bagna di lacrime, li asciuga con i capelli, li bacia e li cosparge di profumo.

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