Una virtù tra le Beatitudini e il Tao. La fenomenologia della mitezza

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Corriere della Sera, 11 gennaio 2013
di Pietro Citati
I miti amano la verità, molto più di coloro che ostentano la propria natura logica e razionale. Non tollerano le bugie, i mezzi termini, i compromessi, le perifrasi, le elusioni

  Corriere della sera, 11 gennaio 2013
di Pietro Citati

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BARBARA SPINELLI
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Qiqajon, 2012

Barbara Spinelli dedica un libro bello e appassionato ai miti (Il soffio del mite, Qiqajon, pp. 132, € 9): i miti che «erediteranno la terra», come dice il Vangelo di Matteo. Non sappiamo molto di loro, sebbene li circondi la leggenda evangelica. Qualcuno crede che abbiano qualche possesso, proprietà, territorio, persino regno. Invece non hanno nulla: nemmeno l'idea del possesso. Se erediteranno la terra, come dice Matteo, ciò accadrà solo alla fine dei tempi, alla parusìa, quando cielo e terra si confonderanno, e Gesù Cristo scenderà dalle nubi del cielo, accompagnato dagli angeli.

Credo che i miti siano melanconici: la malinconia è, per loro, un terreno nascosto, nel quale si addentrano sempre più profondamente, per scoprire l'essenza della natura umana: lo slancio verso il basso e quello verso l'alto, la tenebra e il fuoco. I miti scendono nella malinconia: la depurano da ciò che ha d'impuro e violento: la liberano dalla tristezza, che qualche volta scambiamo per lei; e la rendono limpida e nitida. Quando osserviamo la malinconia mite, ci accorgiamo che si identifica con la letizia mite: perché la gioia ha affrontato lo stesso percorso, liberandosi da ciò che ha di troppo vitale e sfrenato. Mentre si fondono, scoprono la loro vera voce: un accento musicale raro e difficile da comprendersi, che spesso sfugge alla nostra intelligenza.

Tra i quattro elementi, i miti scelgono a proprio modello l'acqua: l'acqua che, se incontra un ostacolo, si arresta: se l'ostacolo si rompe, corre via; che è rotonda o quadrata secondo il recipiente in cui viene messa, e proprio per questa pieghevolezza, dicono i taoisti, è il più forte degli elementi. Come l'acqua, i miti ignorano la rigidezza: «smussano ciò che è affilato». La loro natura non si può suddividere in parti: cedono invisibilmente a tutte le cose e penetrano in tutte le cose. Così, i miti sono volentieri passivi: o possono essere passivi, perché riescono a far vivere nella propria anima tutte le passioni e i sentimenti, tutte le figure e le aspirazioni degli altri esseri umani. Le corteggiano, le fanno proprie, le imitano: in modo da contenere in sé tutta l'immensità e le complicazioni del mondo psicologico.