Una virtù tra le Beatitudini e il Tao. La fenomenologia della mitezza


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Forse i miti non sanno abitare l'altro mondo: non posseggono abbastanza forze per vivere stabilmente nell'al di là, come i santi, perché dovrebbero cancellare la propria natura e moderazione. Non sono «cittadini del cielo». Ma guardano sempre nel cielo: gettano un'occhiata nell'al di là; scrutano la lontananza del vuoto, e passeggiano con una parte di sé nei sentieri del cielo dove non sono capaci di vivere.

Amano la verità, molto più di coloro che ostentano la propria natura logica e razionale. Non tollerano le bugie, i mezzi termini, i compromessi, le perifrasi, le elusioni. La luce della verità è la loro unica luce. Ma ignorano un luogo che, talora, ha qualche rapporto con la verità: l'ironia. L'ironia è tagliente, crudele, paradossale, fantastica. Vivere in un mondo totalmente ironico come L'uomo senza qualità di Musil è, per i miti, un'esperienza tremenda ed estrema. Per un uomo politico, scrive Barbara Spinelli, è quasi impossibile essere miti. Un uomo politico desidera il potere, il possesso, l'autorità: tutto ciò a cui i miti volgono ostinatamente le spalle, o addirittura disprezzano. E proprio questo desiderio di potere e di possesso aguzza la sua intelligenza, gli permette di vincere i suoi avversari e lo fa giungere in luoghi che le sue altre qualità non saprebbero conquistare. C'è una sola occasione. Quando le visioni di un uomo politico trascurano la piccola attività quotidiana, e si trasformano in idee vaste e lungimiranti, allora il potere diminuisce la propria forza. Nella sua mente scende una nitida qualità intellettuale, che assomiglia un poco al chiarore misurato dei miti.

PIETRO CITATI

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BARBARA SPINELLI
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Qiqajon, 2012