Gesù politically uncorrect

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Il Sole 24 Ore, 27 gennaio 2013
di GIANFRANCO RAVASI
L'amore non elide la giustizia, la bontà si deve coniugare con la verità, la delicatezza non è sinonimo di ingenuità

Il Sole 24 Ore, 27 gennaio 2013
di GIANFRANCO RAVASI

pdf Le parole dure di Gesù

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Ludwig Monti
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Quando attraccano col battello a Cafarnao, sulla sponda settentrionale del lago di Tiberiade, i pellegrini intravedono subito le colonne e le pareti rimaste in piedi dell'antica sinagoga del IV secolo, segno dell'importanza di questa cittadina di transito verso la Siria, ora però ridotta solo a un campo archeologico gestito dai Francescani. In quell'area sinagogale, in un edificio preesistente ora scomparso, Cristo tenne un lungo e sconcertante discorso sulla sua carne come cibo e sul suo sangue come bevanda. Se si pensa che in quella cultura era vietato persino toccare un corpo lacerato e sanguinolento perché il sangue, segno della vita intangibile, contaminava chi lo manipolava, si riesce a comprendere la reazione di molti discepoli di Gesù registrata dall'evangelista Giovanni: «Questo discorso è sklerós», cioè «duro», inaccettabile (6,6o). Lo stesso Cristo ne è consapevole e replica: «Questo vi scandalizza?», e in greco skàndalon è la pietra d'inciampo che fa incespicare e cadere una persona che avanza su un viottolo accidentato. Non per nulla, rivolto ai dodici, gli apostoli da lui selezionati, li aveva interpellati con una domanda netta e radicale: «Volete andarvene anche voi?» (6,67). Di fronte ai molti altri discepoli che o tornarono indietro e non andavano più con Gesù», sarà l'apostolo Pietro a reagire: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna!» (6,68). Questa promessa così solare era, però, destinata non di rado ad appannarsi dinanzi ad altre parole e comportamenti «duri» del Maestro.

Abbiamo voluto evocare questa scena evangelica per presentare un libro che un monaco della comunità piemontese di Bose, Ludwig Monti (Le parole dure di Gesù, Qiqaj on, Bose, Biella, pagg. 172, €16,00) ha dedicato proprio alle «parole dure di Gesù», un volume che in copertina ha l'impressionante volto di Cristo in opus sectile della domus di Porta Marina a Ostia (IV sec.) dagli occhi terrificanti e agghiaccianti. Io stesso ormai da molto tempo ho consacrato una rubrica settimanale della Famiglia Cristiana a uno spoglio sistematico non solo di «parole dure» di Gesù, ma anche di tutti i passi del Vangelo che sono vere e proprie «pietre d'inciampo» (skàndalon) del lettore. Costui, infatti, è incline a considerare Cristo solo come «mite e umile di cuore» e, quindi, dolce, tenero, mansueto, e a ritenere l'«evangelo» solo una «buona novella».