Riflessi d'Oriente

4601a83e85e435944103d17399d10d00.jpg
Humanitas 68, 1/2 2013
di MARCELLO GHILARDI
Non sono numerosi i libri in cui l'acribia e la competenza critica si intrecciano in un dialogo fecondo con l'esperienza vissuta in prima persona. Questo libro offre l'esempio di un lungo percorso di ascolto e interrogazione: Claudio Gugerotti, arcivescovo cattolico

Humanitas 68, 1/2 2013
di MARCELLO GHILARDI 

vai al libro:

CLAUDIO GUGEROTTI
{link_prodotto:id=1064}
Qiqajon, Bose 2012, pp. 186.

Non sono numerosi i libri in cui l'acribia e la competenza critica si intrecciano in un dialogo fecondo con l'esperienza vissuta in prima persona. Questo libro offre l'esempio di un lungo percorso di ascolto e interrogazione: Claudio Gugerotti, arcivescovo cattolico, ha raccolto diversi interventi, articoli, lezioni, riflessioni in un filo coerente lungo il quale il lettore entra in contatto la spiritualità, la cultura, la liturgia del cristianesimo dell'Europa orientale.

II tono complessivo del volume e il suo sfondo teologico sono chiariti dalla lettera apostolica Orientale Lumen che Giovanni Paolo II pubblico nel 1995. Di questa lettera sono ripercorsi, nel primo capitolo, i nuclei tematici piu importanti; come lo scritto del papa, anche quello di Gugerotti vuole essere «atto di adorazione» (p. 9), prima e ancor piu che una mera riflessione intellettuale. La vocazione al dialogo interculturale e interreligioso costituisce invece l'ossatura e la questione di fondo dei van capitoli. Essa trova un punto di appoggio e una possibilità di verifica concreta nell'impegno pastorate di Gugerotti in Georgia, Armenia, Azerbaigian e Bielorussia, Paesi in cui le fonti liturgiche, l'uso della parola, la comprensione teologica del mistero eucaristico e della vocazione monastica sono altrettante opportunità perché l'esperienza di vita cristiana si rispecchi in se stessa grazie alle differenze interne alla sua variegata tradizione.

La strategia dialogica che affiora dalle pagine e gia sintetizzata dal titolo del libro. L'Oriente effonde la sua luce non in una direzione verticale, ma in modo obliquo: «Non e il sole alto di mezzogiorno, diretto, che puo aspirare a un'illuminazione vasta e completa. Riflesso è sempre qualcosa di derivato, per rimbalzo. [...] Questo volume e fatto di riflessi, anzitutto perche non pretende alcuna solarità luminosa e avvolgente, e dunque una visione piena. [...] E poi perche non parte da cio che descrive, ma a esso ritoma» (p. 5).