Riflessi d'Oriente


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Ma anche le divergenze di approccio alia mistica e alia spiritualità diventano possibili figure di una «verità bipolare che l'Oriente cristiano non dimenticherà mai: non si da per il cristiano silenzio che non si faccia parola, come non esiste parola che possa esaurire il silenzio» (p. 53); «l'univocità e forse la sola parola che non riesce ad attingere il silenzio di Dio» (p. 71).

Uno dei capitoli piu densi è quello dedicato all’Eucaristia. Qui convergono le linee di forza emerse anche nelle altre sezioni, qui trovano il loro ideale baricentro. La liturgia e l’esperienza eucarisliche sono accostate insierne ai temi del volto, dell'icona, della storia, dell’escatologia, i nuclei vitali intorno a cui si organizza l'orizzonte del messaggio cristiano e mantiene un centro e una coerenza pur nella diversità degli stili in cui si incarna, «frutlo legillimo, anche se non sempre scontalo dclle diverse antropologie culturali» (p. 165) sviluppatesi nei contesti storici e geografici piu vari. E il rilicvo dato alia dimensione eucaristica e alia vocazione monastica. che iiluminano tanto la Chiesa d'Oriente quanto quella
d'Occidente, a rendere conto della visione interculturale dell'autore, secondo il quale «sarebbe grave che la specificità del rapporto orientale. anziche arricchire la comprensione di se di queste famiglie religiose. comportasse una colonizzazione occidentale [...].

In altre parole: ben vengano tutte le forme di vita religiosa purchè si sia disposti ad accettare l'orientale che vi entra con la propria specificità e a farne una ricchezza comune, tanto più quando si opera in terra orientale» (p. 127). Risulta percio fondamentale - in riterimcnio e in parziale distanziamento dalle tesi avanzate da Edward Said nclla sua opera piu famosa, Orientalismo (1978) - il richiamo alia consapevolezza che «ogni forma di conoscenza non possa necessariamente prescindere dal proprio modello culturale. [...] La stessa scienza, quale si ritiene l'orientalismo, si illude nel considerarsi asettica e universale in ogni presupposto e impiego» (p. 169). Gugerotti riconosce agli esponenti delle tradizioni orientalistiche un contributo importante alia conoscenza, alia traduzione e alla ricostruzione di importanti testi orientali, pur vedendo quanto fossero venate da tratti colonialistici; l'attenzione e il rispetto doverosi nei confronti dell'altro non possono eliminare l'impossibilita a spogliarsi totalmente dal proprio radicamento, dal proprio contesto culturale, dalle domande di senso che si esprimono all'intemo di una tradizione definita. In questo dinamico intreccio tra immanenza e trascendenza dell'altro, che sempre abita nel medesimo e sempre gli resta eccedente, si puo fare «la scoperta di una felice complementarità che porta alia gioia di essere se stessi e di incontrare l'altro da se» (p. 175).

Questo risulta infine uno dei messaggi piu importanti del libro, che si rivolge non solo a teologi o filosofi, ne soltanto a cristiani o a credenti in genere, ma a ogni lettore desideroso di pensare la contemporaneità dell'Europa e del mondo: e nell'esperienza concreta deli'incontro e della condivisione, oltre che nello studio e nella ricerca intellettuale, che si puo e si deve continuare la costruzione di ponti, l'apertura di passaggi, affinche la reciproca comprensione e la crescita di una visione plurale possano essere incoraggiate e sperimentate nella vita di ogni giomo.

MARCELLO GHILARDI