(…) Occorre fare tutti gli sforzi in vista di una generosa evangelizzazione della cultura e delle culture. Esse devono essere rigenerate mediante l’incontro con la Buona Novella. Ma questo incontro non si produrrà, se la Buona Novella non è proclamata.
Ed essa deve anzitutto essere proclamata mediante la testimonianza. Ecco: un cristiano o un gruppo di cristiani, in seno alla comunità degli uomini nella quale vivono, manifestano capacità di comprensione e di accoglimento, comunione di vita e di destino con gli altri, solidarietà negli sforzi di tutti per tutto ciò che è nobile e buono.
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Per «compagnia degli uomini» io voglio indicare quella situazione che vede il cristiano «compagno» degli uomini, cioè il cristiano che sta con gli uomini abitualmente, quotidianamente, ferialmente: sta con loro mangiando lo stesso pane, camminando con loro senza evasioni né esenzioni, comunicando con loro nel male e nel bene presenti nella storia. La compagnia degli uomini è vissuta quando la chiesa si sa nel mondo, i cristiani parte dell'umanità, il cristianesimo nella storia; dunque non «chiesa e mondo», non «cristiani e uomini», non «credenti e non credenti»!
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