Sollevaci alle regioni della santa umiltà

O santo Spirito Paraclito,
perfeziona in noi l’opera iniziata da Gesù,
rendi forte e continua la preghiera che facciamo
a nome del mondo intero,
accelera per ciascuno di noi
i tempi di una profonda vita interiore;
da’ slancio al nostro apostolato,
che vuol raggiungere tutti gli uomini e tutti i popoli,
tutti redenti dal sangue di Cristo
e tutti sua eredità.

Mortifica in noi la naturale presunzione
e sollevaci alle regioni della santa umiltà,
del vero timor di Dio, del coraggio generoso.
Nessun legame terreno ci impedisca
di far onore alla nostra vocazione:
nessun interesse, per ignavia nostra,
mortifichi le esigenze della giustizia,
nessun calcolo riduca gli spazi immensi della carità
dentro le angustie dei piccoli egoismi.

Tutto sia grande in noi:
la ricerca e il culto della verità,
la prontezza al sacrificio fino alla croce e alla morte;
e tutto, infine, corrisponda
all’estrema preghiera del Figlio al Padre,
e a quell’effusione che di te,
o santo Spirito di amore,
il Padre e il Figlio vollero sulla Chiesa e sulle sue istituzioni,
sulle singole anime e sui popoli.

Amen!

Giovanni XXIII

Dal «Grande Canone» di Sant’Andrea di Creta

Mi ha soccorso il Signore e protetto, mi ha salvato.
Egli è il mio Dio. La sua lode proclamerò.
È il Dio dei nostri padri, lo esalterò
poiché la sua gloria rende manifesta.
Pietà di me, o Dio, pietà di me.

Su quale gesto di mia vita darò inizio al pianto?
Quali note scriverò a preludio di questo mio lamento?
Nella tua misericordia, o Cristo, dei miei peccati donami il perdono.
Pietà di me, o Dio, pietà di me.

Non imitai la giustizia di Abele,
né doni graditi ti offrii, Gesù,
gesti secondo il volere di Dio
e il sacrificio di una vita integra.
Pietà di me, o Dio, pietà di me.

O mio Creatore, quale vasaio che docile argilla plasma,
carne e ossa, alito e vita mi donasti.
Signore che mi creasti, mio Giudice e mio Salvatore,
a te oggi riconducimi.
Pietà di me, o Dio, pietà di me.

Le ricchezze della mia vita ho dissipato nel vuoto senza fondo.
Frutti di buon volere non posseggo
e la fame mi attorciglia le viscere.
Io grido: Vieni, Padre di tenerezza e nella tua misericordia abbracciami.
Pietà di me, o Dio, pietà di me.

Sono io il misero che i ladri assalirono

e ladri sono i miei pensieri che mi colpiscono e feriscono.

Ma chinati su di me, Cristo Salvatore,

e guariscimi.

Pietà di me, o Dio, pietà di me.

Mi scorse il sacerdote e da me gli occhi distolse.

nudo e dolorante mi vide il levita e affrettò oltre il passo.

Ma tu, Gesù, da Maria nato,

ti arresti accanto a me e mi presti soccorso.

Pietà di me, o Dio, pietà di me.

Agnello di Dio che ti carichi del peccato del mondo

il greve peso del mio peccato togli dalle mie spalle

e nel tuo grande amore

avvolgimi nel tuo perdono.

Pietà di me, o Dio, pietà di me.

È tempo di pentimento e a te vengo.

Liberami dal greve peso dei miei peccati e fammi dono,

nel tuo tenero amore, di lacrime di pentimento.

Pietà di me, o Dio, pietà di me.

Preghiera Comune per la Terra e l’Umanità

Dio amorevole,
Creatore del cielo, della terra e di tutto ciò che contengono.
Apri le nostre menti e tocca i nostri cuori,
affinché possiamo essere parte del creato, tuo dono.

Sii presente ai bisognosi in questi tempi difficili,
specialmente i più poveri e i più vulnerabili.
Aiutaci a mostrare solidarietà creativa nell'affrontare
le conseguenze di questa pandemia globale.
Rendici coraggiosi nell'abbracciare i cambiamenti rivolti
alla ricerca del bene comune.
Ora più che mai, che possiamo sentire di essere tutti
interconnessi e interdipendenti.

Fai in modo che riusciamo ad ascoltare e rispondere
al grido della terra e al grido dei poveri.
Possano le sofferenze attuali essere i dolori del parto
di un mondo più fraterno e sostenibile.

Amen.

Francesco