Per preparare al Signore un popolo ben disposto

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24 giugno 2026

Celebriamo oggi la nascita di Giovanni il Battista. I vangeli concordano nel presentarlo come colui che ha preceduto Gesù nella predicazione e nella morte, la voce nella quale riecheggiano le parole degli antichi profeti e le attese di un giudizio di Dio, l'elemento di congiunzione tra la prima e la nuova alleanza. Anche Paolo ne parla in modo simile nei suoi discorsi: "Dalla discendenza di (Davide), secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele" (At 13,23-24). 

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Un’obbedienza comune e reciproca

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23 giugno 2026

Gesù si reca dalla Galilea al Giordano al preciso fine di farsi immergere nel Giordano da Giovanni, anche contro la volontà del Battista che “voleva impedirglielo”. L’incontro tra i due è un evento di obbedienza e sottomissione reciproca: Gesù si sottomette all’immersione di Giovanni e Giovanni rinuncia al proprio bisogno spirituale e accetta di immergere Gesù.

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Alla scuola del Battista

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22 giugno 2026

Il brano del Vangelo odierno ci racconta l’inizio della parabola esistenziale vissuta da Giovanni Battista secondo la narrazione di Matteo. Presentato con tratti essenziali senza specificare la sua origine, Giovanni si distingue subito per la sua forza oratoria racchiusa in un unico messaggio, con una voce inconfondibile che si fa grido penetrante: “Convertitevi!”. È l’annuncio di un giudizio che porta però la salvezza e quindi va ascoltato con l’attenzione che si riserva ai profeti, a coloro che, pur essendo maestri, non smettono mai, nonostante il passare degli anni, di essere discepoli della parola di Dio (cf. Is 50,4).

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