Il segno offerto da semplici laici

Leggi tutto: Il segno offerto da semplici laici

Nel corso dei cinquant'anni della sua storia, la comunità di Bose si è arricchita di volti nuovi provenienti da numerose regioni italiane e anche dall’estero (Francia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna, Svizzera e Iraq). Essa è composta attualmente da circa sessanta membri, tra fratelli e sorelle, di sette nazionalità differenti. Sono praticamente tutti laici, nel solco della tradizione del monachesimo primitivo e a riprova della semplicità e della poca visibilità e rilevanza che Bose vuole assumere in seno alla chiesa, nella quale vuole servire con la povertà e la semplicità di chi nel battesimo si è impegnato a servire l’Evangelo e nient’altro.

Continua la lettura

Un giornalismo umano - Luca Misculin

Leggi tutto: Un giornalismo umano - Luca Misculin

Domenica 17 maggio la Comunità ha ospitato l’atteso confronto con Luca Misculin, giornalista de Il Post, dedicato a “Un giornalismo umano”. Introdotto dal priore fr. Sabino – che ha ricordato il volume di Misculin “Mare aperto. Storia umana del Mediterraneo centrale”, edito da Einaudi nel 2025 – il relatore ha dapprima analizzato alcune “scorciatoie” intraprese per fronteggiare la stagione di crisi dei quotidiani, specie cartacei.

Continua la lettura

A trent'anni dal martirio dei monaci di Tibhirine

Leggi tutto: A trent'anni dal martirio dei monaci di Tibhirine

Sono passati trent’anni dal martirio dei sette monaci di Tibhirine e venti da quando abbiamo ripubblicato i loro scritti (frère Christian de Chergé, Più forti dell'odio, Edizioni Qiqajon), da noi tradotti già nell’anno successivo alla loro morte. Nel frattempo si sono succeduti molti eventi – la pubblicazione di altri scritti, l’enorme successo del film Uomini di Dio a loro dedicato, la beatificazione dei monaci, del vescovo +Pierre Claverie e degli altri religiosi e religiose uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1996 – ma la tragica attualità della loro testimonianza non è venuta meno, in un mondo in cui guerre, violenze e ingiustizie non cessano di sfigurare il volto degli esseri umani creati a immagine di Dio.

L’umanità che emerge dalla vita dei monaci di Tibhirine – un’umanità così concreta e diversificata, quotidiana e irripetibile – testimonia che la barbarie non è un destino fatale e che spetta a ciascun di noi vivere la propria fede per spegnere anziché attizzare il fuoco divorante dei conflitti mondiali. Questi uomini di Dio ci hanno mostrato che è possibile pregare anche nella tempesta e vivere la vita come dono, testimoniando la verità ultima di tutte le religioni: “Non c’è amore più grande che dare la propria vita per le persone amate”.