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In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).

Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.   

Segno di giustizia e misericordia

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19 luglio 2021

Gesù rimanda sempre i suoi interlocutori alla parola della Scrittura. Ma la parola non si risolve in una questione di principi o leggi da difendere a tutti i costi, al contrario essa ci è data per mettere in crisi tutto ciò che interferisce con la possibilità di vedere l’altro come un figlio, una figlia amati da Dio.

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Con vera libertà

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16 luglio 2021

Il rapporto legge-libertà è il tema al centro di questa istantanea evangelica. Lo leggiamo nella consapevolezza che questo rapporto, così centrale nella vita di fede di ogni credente, è difficile. Lo era già per il credente della prima alleanza, e lo è ancora di più per il credente che per dono è introdotto e impara a camminare nel dono della nuova alleanza in Gesù Cristo.

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Problema di interpretazione e di scelta

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14 luglio 2021

Siamo noi questa generazione, che non coglie l’importanza di ciò che vive, di ciò che ascolta, che non vuole convertirsi. Anche noi non accogliamo la gioia che ci viene donata, non vogliamo pentirci (cf. v. 17), cioè non cogliamo come il momento presente sia la nostra occasione per convertirci. Non vogliamo né far festa né batterci il petto: non vogliamo essere scomodati.

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Seguire Gesù

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12 luglio 2021

La nostra vita cristiana forse a volte si ammanta di tante parole, fini secondari, attività e impegni che facciamo coincidere con le esigenze della sequela del Signore Gesù, eppure in mezzo a tante vorticose esperienze rischiamo forse, talvolta, di perdere di vista che il vangelo è Gesù Cristo e che Gesù Cristo è il vangelo.

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Grande nello zelo e nell’umiltà

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13 luglio 2021

Gesù riconosce apertamente la grandezza di Giovanni, ma ai suoi discepoli che vogliono avere conferme sicure della sua messianicità, può solo mostrare i poveri segni da lui compiuti (tra i quali per altro è assente la liberazione dei prigionieri, che pure era annunciata tra i segni messianici in Is 61), e aggiunge: “Beato chi non trova in me motivo di scandalo!”.

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Risuscitare la dignità

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8 luglio 2021

Due paiono le condizioni che rendono credibili i discepoli di Gesù: innanzitutto la consapevolezza che quanto abbiamo ricevuto è un dono gratuito di Dio e come tale deve essere restituito gratuitamente attraverso la condivisione.E poi la convinzione che la nostra “dignità”, il nostro essere degni dipende dalla qualità del nostro lavoro di operai e dalla pace che abita in noi.

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Incontro di luce

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6 luglio 2021

Il miracolo non genera la fede, è la fede che rende possibile il miracolo sprigionando quella potenza dell’amore che altro non chiedeva che di essere liberata. È una storia di tatto: Gesù è stato toccato dall’invocazione, la fiducia dei due ciechi e del muto e della folla abbandonata è stata toccata dalla compassione: “Toccò loro gli occhi e disse … e si aprirono loro gli occhi” (Mt 9,29-30).

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Contatto e contagio

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5 luglio 2021

Veniamo da un periodo in cui abbiamo dovuto limitare i contatti fisici per il rischio del contagio e forse abbiamo potuto riflettere sulla benedizione di una carezza, di un abbraccio… Sorge d’altro canto il sospetto che in una salvezza che si comunica così vi sia qualcosa di magico. Ma se Gesù è stato un uomo dalla santità contagiosa, non ha chiamato a una fede magica.

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La fatica della fede pasquale

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3 luglio 2021

Gesù mette nei loro cuori timorosi la sua pace e mostra loro i segni della sua passione e della sua morte: prima le mani e i piedi trapassati dai chiodi che lo tenevano appeso alla croce; poi il costato trafitto dal colpo di lancia. Gesù è il Risorto, ma il suo aver sofferto fino alla morte non è cancellato

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Un nuovo inizio

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2 luglio 2021

Una parola, un imperativo: “Seguimi!”, ed un duplice gesto di resurrezione e di sequela: “Ed egli, alzatosi, lo seguì”. “Alzatosi” (anastás) è un verbo che dice non solo la stazione eretta, ma anche l’atto del risorgere. La chiamata è un movimento di resurrezione, dalla stasi al moto, dal sonno alla veglia, dalla morte alla vita.

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