“Più forti dell’odio”, il racconto di una vita monastica scandita dalla preghiera e dal lavoro

f180cffdafb9f3841104e03fc5882d10.jpg
Il Ticino, 18 gennaio 2013
di Roberto Dionigi
Testimoni di un martirio per amore ma anche testimoni di una vita integrata con il mondo islamico


Il Ticino
, 18 gennaio 2013
di Roberto Dionigi

vai al libro:
Frère CHRISTIAN DE CHERGÉ
{link_prodotto:id=356}

La lettura del libro “ Più forti dell’odio “ scritto dal priore Frére Christian de Cherge  e altri monaci di Tibhirine (edizioni Qiqajon Comunità di Bose) è certamente una lettura spirituale .

Il libro nasce da appunti,  stralci di diari e  lettere inviate a loro o da loro. Tra queste le preziosissime lettere di Monsignor Henri Teissier arcivescovo di Algeri.  Un carteggio che accompagna la comunità del monastero Trappista di Notre-Damede l’Atlas in  Algeria  nella sua vita quotidiana, che scorre alle soglie del deserto, in terra islamica,  fino al momento del  loro rapimento e del loro successivo assassinio. Una narrazione che testimonia la vita di una comunità semplice che ama  la terra in cui la Provvidenza l’ha inviata,  una vita  che contraccambia, nella gratuità, l’amore della mite e umile popolazione del luogo. Una vera vita monastica scandita dalla preghiera, dal lavoro della terra, dalla serena fatica dei rapporti interpersonali tra i monaci stessi e tra i monaci e il popolo che li circonda, debole ed indifeso. Il monastero viene vissuto come luogo sereno di incontro dove in particolare i giovani avevano occasione di confrontare le loro diversità, le loro idee in particolare quelle religiose. Valga questo esempio. “Un giovane che si dichiarava insoddisfatto della frequenza degli incontri con Frere Christian de Chergè ebbe a dire -E’ da tanto tempo che non abbiamo più scavato il nostro pozzo!-. L’immagine è rimasta . La usiamo quando sentiamo il bisogno di dialogare in profondità. Una volta per scherzo, gli chiesi: - E in fondo al nostro pozzo, cosa troveremo? Acqua musulmana o acqua cristiana?-. Mi ha guardato tra il sorridente e il rattristato : “ti poni ancora questo interrogativo? Sai, quello che si trova in fondo a questo pozzo è l’acqua di Dio.